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“Per la prima volta nella storia della Repubblica ceca sono state punite delle persone che hanno derubato lo stato attraverso privatizzazioni fraudolente”, scrive Lidové Noviny all’indomani del verdetto del tribunale svizzero di Bellinzona nei confronti di cinque manager cechi e uno belga accusati di corruzione e riciclaggio di denaro.

Condannati a pene dai 16 ai 52 mesi di reclusione, i manager avrebbero stornato durante “i selvaggi anni novanta” gli introiti della società mineraria nazionale Mus per acquistarne poi i titoli attraverso una catena di compagnie di facciata svizzere. Nel suo editoriale il quotidiano si rallegra della condanna contro i “truffatori multimiliardari” nonostante sia stato necessario aspettare la giustizia svizzera:

l’accusa e la condanna svizzere rappresentano una lezione di accertamento della colpevolezza in caso di crimini economici gravi e sofisticati. Non c’è stato nessun formalismo o logomachia […] e gli svizzeri non hanno avuto bisogno di intercettazioni, senza le quali i nostri procuratori e poliziotti non sanno nemmeno immaginare un’indagine.