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"Mirafiori, pronti ad andarcene". Il Corriere della Sera riporta in prima pagina la minaccia dell'ad Fiat Sergio Marchionne, che ha dichiarato che chiuderà lo storico stabilimento torinese se i suoi 5.500 impiegati dovessero bocciare il referendum sul nuovo accordo lavorativo. Il patto, firmato a dicembre dalla maggior parte dei sindacati, prevede orari di lavoro più rigidi in cambio di un investimento di oltre un miliardo di euro nell'impianto, spiega il Corriere. La Fiom accusa Marchionne di ricatto – come nel caso del referendum di Pomigliano D'Arco – e comportamento antisindacale, dato che l'azienda vuole escludere dalla rappresentanza i sindacati che non firmeranno l'accordo.