Donald Tusk ha cominciato il 1 dicembre il suo mandato alla presidenza del Consiglio europeo, succedendo a Herman Van Rompuy. Gazeta Wyborcza fa l’elenco delle principali sfide che aspettano l’ex premier polacco:

Il compito più importante per l’Unione e per Tusk è mantenere una linea unita di fronte alla politica aggressiva della russia. […] Per fortuna Berlino non è al momento favorevole a un ammorbidimento delle sanzioni nei confronti di Mosca, il ché rende più facile il lavoro di Tusk.

Un altro dossier sensibile è quello che consiste a evitare il “Brexit”, che “indebolirebbe l’Europa dal punto di vista geopolitico e, sul lungo periodo, anche economico”. Si creerebbe un precedente per gli altri paesi membri dell’Ue e portare a “un’erosione delle conquiste dell’integrazione europea”.

Per finire Tusk dovrà garantire “una solida crescita economica per ridurre la disoccupazione”. Durante i vertici europei dovrà anche difendere la disciplina di bilancio prevista dai trattati e al momento minacciata da Francia e Italia, secondo le quali l’austerity impedisce la crescita. Come sottolinea Gazeta Wyborcza, se Tusk vince queste tre sfide,

potrà diventare, come il suo predecessore Van Rompuy, un mago dei compromessi chiave dell’Ue.