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“31 persone in tutto — dirigenti dei mezzi d'informazione, direttori e produttori di serie televisive — sono state arrestate" il 14 dicembre dalla polizia turca in diverse località del paese, riferisce Zaman. Sono accusate di "aver formato, diretto o di far parte di un'organizzazione terrorista, di frode e di diffamazione", precisa il giornale, il cui caporedattore, Ekrem Dumanlı, fa parte delle persone arrestate, insieme a Hidayet Karaca, direttore del gruppo televisivo Samanyolu.

Zaman e Samanyolu “hanno criticato il governo per i casi di corruzione da quando due scandali sono stati resi pubblici, nel dicembre 2013". L'operazione di polizia è intervenuta alla vigilia dell'anniversario della vicenda, il 17 e 25 dicembre, e "poco dopo che il parlamento ha approvato una legge che consente ai PM di fermare le persone sulla sola base del ragionevole sospetto", specifica nella sua edizione in inglese Zaman, in tempo vicino al powers islamo-conservatore el presidentei Recep Tayyip Erdoğan e ora all'opposizione.

Per l'editorialista Yavuz Baydar,

gli avvenimenti di ieri non lasciano alcun dubbio sulla direzione autocratica che Erdoğan sta prendendo. Non ci sarà posto per la critica, il dissenso o la responsabilità. La retata è senza dubbio un duro colpo a quanto è rimasto come giornalismo libero e indipendente.

Nel video: l'arresto di Ekrem Dumanlı, il 14 dicembre negli uffici di Zaman.