“Le favole russe hanno sempre conquistato i cuori dei tedeschi”, scrive Berthold Kohler, direttore della Frankfurter Allgemeine Zeitung, in [un articolo](http://www.faz.net/aktuell/politik/ausland/russlands-wladimir-putin-als-starker-mann-fuer-konservative-13290422.html Berthold Kohler) intitolato “Il forte Vladimir”.

Il presidente russo, scrive Kohler, in un primo tempo ha ottenuto l’appoggio del popolo russo “mostrandogli di avere il potere” di “raddrizzare un mondo scaraventato nell’instabilità”. E il popolo, continua Kohler, spera che “il mondo possa diventare come è nei suoi sogni”:

Il presidente che monta a cavallo, va a caccia, nuota, si mostra a petto nudo nella natura selvaggia, ha creato sicurezza e ordine dopo il caos e il tracollo dell’era Eltsin. […] Il prezzo da pagare che ha chiesto è stato la sottomissione al suo regime di “democrazia guidata”. E il popolo russo lo ha pagato, perché Putin si è anche accertato – o quanto meno ha reso possibile – che i proventi del petrolio e del metano raggiungessero ampie fette della società.

Annettendo la Crimea, Putin ha anche affrontato e posto rimedio al cosiddetto “dolore dell’arto fantasma” che “affligge la Russia” dai tempi della perdita “dell’impero coloniale alle sue porte”. Putin, prosegue Kohler, ha dato alla Russia l’impressione di “risvegliarsi da anni di debolezza”.

Kohler offre tre motivi per spiegare la “simpatia” e i sentimenti che si provano in Occidente: un senso di colpa nei confronti di “una Russia povera, saccheggiata, umiliata e tradita” a causa di tutto, dalla Seconda guerra mondiale all’espansione della Nato, sensazione particolarmente forte in Germania; un sentimento di antiamericanismo, e la “ricerca di un contropotere” da contrapporre all’americanizzazione del mondo’; e infine la ricerca di un’ “alternativa alla società occidentale, decadente e disorientata”:

A questa ricerca si accompagna un desiderio di leadership politica e spirituale forte, desiderio per altro ripetutamente espresso in Germania (soprattutto da parte dei vertici delle industrie), ma naturalmente sempre nell’ambito delle strutture democratiche esistenti.

Kohler sottolinea che l’estrema destra “non soltanto ammira Putin, ma lo venera”, malgrado il suo intervento in Ucraina. Kohler fa notare che Marine Le Pen, leader del partito francese Front National, ha definito Putin “l’ultimo difensore del cristianesimo in Europa”, aggiungendo che “il pensiero antifascista di Putin” non le impedisce di lodare e apprezzare il presidente russo – “non ultimo perché il denaro russo salva e sostiene il Front National”.

L’affermazione dei “vecchi valori” da parte di Putin fa molto colpo sui conservatori smarriti che in lui vedono (o vogliono vedere) l’ultimo crociato contro le aberrazioni della società moderna, come il matrimonio gay, il gender mainstreaming [politiche per la realizzazione delle pari opportunità tra uomini e donne, NdT], Conchita Wurst. […] È strabiliante constatare, però, quanto meno attenti siano alcuni conservatori al fatto che nella sua crociata con il pugno di ferro Putin schiacci valori e principi assai vicini alle loro idee conservatrici, come la libertà, l’autodeterminazione e la legalità.