I paesi dell’eurozona hanno creato la troika per poter gestire gli aiuti finanziari di emergenza alla Grecia nel 2010 e per garantire che il paese riducesse la spesa e riformasse la sua economia, scrive Michael Martens sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Formata da rappresentanti del Fondo monetario internazionale (Fmi), della Banca centrale europea (Bce) e della Commissione europea, la troika “sarebbe dovuta diventare un governo ausiliare di quello greco e una corte dei conti con un diritto di intervento permanente”. Ma, aggiunge Martens, il nome di “troika” ed eventualmente anche la sua formazione dovrebbero cambiare. Anche il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker dice di essere a favore, poiché Bruxelles non apprezza il coinvolgimento dell’Fmi nei suoi affari e la Bce “non è mai stata convinta del suo ruolo” in seno alla troika.

La troika stessa è formata da “esperti di Harvard o della London School of Economics” che “arrivano ad Atene, scendono al Grande-Bretagne o all’Hilton, aprono i loro portatili alto di gamma ed entrano dei numeri in tabulati Excel per calcolare come sta andando la Grecia. In altre parole, la troika è quanto di meglio possa accadere alla Grecia.”

Quello che colpisce, però, è che “praticamente nessuno sa che cosa fa davvero la troika” :

I tre negoziatori della troika sono sconosciuti ai più. Il danese Poul Thomsen e i tedeschi Klaus Masuch e Matthias Mors sono stati fra i principali protagonisti della crisi dell’euro e nessuno sa come si chiamano.

La troika ha portato “le peggiori esperienze che la Grecia abbia vissuto”, con i governi che cambiavano le leggi all’utlimo minuto per attenuarne l’impatto. Nello stesso tempo, aggiunge Martens,

al suo interno la troika respinge le accuse secondo le quali le sue esigenze hanno aggravato la crisi sociale. È stato il governo greco a spostare il carico dai privilegiati protetti verso i cittadini ordinari.