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“Tutto ciò che relativizza politicamente la Nato e l’indebolisce militarmente è sbagliato”, scrive l’editorialista Michael Stürmer sul settimanale tedesco Welt am Sonntag, in reazione alla proposta fatta allo stesso giornale da Jean-Claude Juncker di creare un esercito europeo. Il presidente della Commissione europea afferma fra l’altro che questo esercito “aiuterebbe a mettere in piedi una politica estera e di sicurezza comune”, a “reagire in maniera credibile alle minacce contro la pace in uno stato membro o vicino” e a “far comprendere alla Russia facciamo sul serio quando si tratta di difendere i valori europei”.

Secondo Stürmer, tuttavia,

Juncker vede nella sua iniziativa una risposta alle pressioni militari della Russia sull’occidente, ma anche l’unico contrappeso possibile all’evidente disinteresse degli Stati Uniti, di impegnarsi in Europa come al tempo della Guerra fredda.

Ma, ricordando i fallimenti storici dei progetti di difesa europea comune, Stürmer ritiene che “basta un comando unico.” Per compensare il riorientamento della politica americana verso il Pacifico, i paesi dell’Ue dovrebbero “far fronte al pericolo con azioni proprie, e non gesticolando”:

Gli europei, tutti insieme e ciascuno per la loro parte, a cominciare dalla Germania, dovranno infine mantenere le loro promesse. La nuova situazione [l’avanzata della Russia verso ovest] non ammette idealismi.

Traduzione di Stefania Paluzzi