In una intervista rilasciata alla rivista tedesca Der Spiegel Slavoj Žižek afferma che la responsabilità di numerosi insuccessi dell’Europa ricade sull’inerzia del continente.

Il filosofo sloveno esponente della sinistra extraparlamentare afferma : “Io sono comunista perché non c’è una alternativa migliore, la situazione dell’Europa mi esaspera”. Per Žižek la crisi europea non fa altro che rimettere in discussione il capitalismo, colpisce la democrazia occidentale nel suo cuore. Tuttavia, “un ritorno al comunismo sarebbe impossibile”.

Secondo Žižek, le quattro grandi sfide del sistema capitalista globalizzato sono: il riscaldamento climatico globale; le conseguenze visibili della ricerca biogenetica; la mancanza di autoregolamentazione dei mercati finanziari e il numero crescente di coloro che rimangono fuori dalla ripresa economica. Ritiene che solo

una sinistra rinnovata può salvare i valori cardini della democrazia liberale. […] Se la sinistra perde questa occasione, il pericolo di un nuovo fascismo o di un nuovo totalitarismo aumenterà.

La risposta al fondamentalismo religioso, al populismo conservatore e al nazionalismo non è più l’accoglienza e la tolleranza, sostiene, ma una cultura dominante che ponga ugualmente dei limiti. La cultura europea sarebbe “guidata” dai valori universali dell’Illuminismo. Žižek afferma che una volta che viene oltrepassata la linea, la coesistenza culturale non è più possibile.

“La principale minaccia per l’Europa è la sua inerzia, la sua chiusura in una cultura caratterizzata dall’apatia e un relativismo generalizzato”, dice, riferendosi al senso di colpevolezza dell’Europa che genera la tolleranza multiculturale. Pensa che “essa crea un problema esplosivo quando due gruppi etnici e religiosi vivono insieme in uno spazio ristretto, avendo degli stili di vita inconciliabili e percependo la critica alla loro religione o al loro stile di vita come un attacco alla loro identità.”

Tuttavia Žižek difende l’Europa e si definisce come “esponente dell’estrema sinistra eurocentrica”:

Io sono convinto che abbiamo bisogno più che mai di Europa. Immaginate un mondo senza Europa: rimarrebbero due poli. Da un lato, gli Stati Uniti con il loro neoliberismo selvaggio; dall’altro, il cosiddetto capitalismo asiatico con le sue strutture politiche autoritarie. Al centro, la Russia di Putin che vuole costruire un impero. Senza l’Europa, perderemmo la parte più preziosa del nostro patrimonio, all’interno del quale la democrazia è un compromesso con la libertà d’azione collettiva, in caso contrario l’uguaglianza e la giustizia non sarebbero garantite.

Tradotto dal francese da Stefania Paluzzi