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Imparare il tedesco prima di entrare nel paese, restare in un centro di accoglienza per 7 giorni e procurarsi la nuova carta rosso-bianco-rosso: questi i tre punti chiave della legge sull'immigrazione proposta dal governo austriaco il 22 febbraio che attende di essere esaminata dal parlamento. Der Standard riferisce delle "proteste [dell'opposizione e delle ong] sul diritto all'immigrazione incassate dal governo, e la definisce una "dichiarazione di fallimento della politica dell'integrazione" e "una vergogna per l'Austria". Come si potrà, per esempio, garantire il diritto al ricongiungimento familiare se i membri della famiglia devono parlare tedesco? Come giustificare l'eccezione concessa ai parenti degli impiegati altamente qualificati? Come si può pretendere un livello d'istruzione pari al diploma per ottenere il diritto illimitato alla residenza? "L'integrazione alla maniera del [ministro dell'interno] Maria Fekter significa angustiare, demoralizzare e vessare", accusa Der Standard.