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La legge marziale imposta il 13 dicembre 1981 dal governo comunista del generale Wojciech Jaruzelski violò la costituzione polacca e il diritto internazionale, titola Rzeczpospolita citando il verdetto emesso il 16 marzo dalla corte costituzionale. I giudici hanno stabilito che la legge marziale avrebbe potuto essere introdotta solo in caso di guerra, e all'epoca la Polonia non era in conflitto con nessun paese. "È una grande vittoria postuma per mio marito, ma soprattutto un atto di giustizia nei confronti di tutte le vittime della legge marziale" ha dichiarato la moglie di Janusz Kochanowski, l'attivista che nel 2008 ha portato il caso di fronte alla corte costituzionale. Dziennik Gazeta Prawna sottolinea che "circa 130mila persone condannate in quel periodo potrebbero ora chiedere un nuovo processo, l'assoluzione e un risarcimento". La legge marziale fu utilizzata per reprimere il sindacato Solidarność fino agli accordi della tavola rotonda del 1989.