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"La Corte di Giustizia della Ue boccia il reato di clandestinità", scrive Repubblica. Accogliendo il ricorso presentato dall'algerino Hassan El Didi, la corte di Lussemburgo ha stabilito che la norma introdotta nel 2009 dal governo italiano, che prevede la reclusione da 1 a 4 anni per i clandestini che rifiutano di lasciare il territorio italiano, è in contrasto con la direttiva Ue che ha l'obiettivo "di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali". "Ci sono altri Paesi europei che prevedono il reato di clandestinità e non sono stati censurati", si è lamentato il ministro dell'interno Roberto Maroni, secondo cui il verdetto "rende assolutamente inefficaci le politiche di contrasto all'immigrazione clandestina. [...] Se si rende più difficile l'espulsione dei clandestini non è un problema solo dell'Italia ma è un problema di tutta l'Europa".