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La decisione delle autorità brasiliane di non concedere l'estradizione dell'ex terrorista Cesare Battisti provoca lo "sdegno di Napolitano", titola La Repubblica. Il presidente della repubblica ha accusato il Brasile di aver violato gli accordi internazionali liberando Battisti, condannato all'ergastolo in Italia per quattro omicidi risalenti agli anni settanta. Il governo ha annunciato che farà ricorso al tribunale dell'Aia contro la decisione. "Pensano, i brasiliani, di avere fatto una cosa di sinistra", commenta Francesco Merlo su Repubblica. "Si illudono di avere salvato un Garibaldi o un Che Guevara, un eroe della libertà. E invece Cesare Battisti premeva grilletti e svuotava caricatori come un qualsiasi assassino", la cui libertà "marchia con la menzogna la memoria delle vittime e la storia del nostro Paese."

Ma sulla prima pagina del quotidiano romano il titolo principale è per il premier Silvio Berlusconi, che ha dichiarato che non voterà al referendum del 12 e 13 maggio. I quattro quesiti riguardano l'abrogazione della legge che reintroduce il nucleare in Italia, lo stop alla privatizzazione della gestione delle reti idriche e alla liberalizzazione delle tariffe e la cancellazione della legge sul legittimo impedimento che protegge Berlusconi dai processi in cui è imputato. Trascinato dall'effetto Fukushima e da una capillare campagna "grassroots", il referendum sembra ora in grado di raggiungere il quorum nonostante l'ostruzionismo del governo. Un risultato auspicato dall'Espresso, secondo cui la vittoria del sì rappresenterebbe "la fine del ciclo del berlusconismo".