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"Wilders assolto", titola Nrc Handelsblad dopo che un tribunale olandese ha prosciolto il leader del Pvv (Partito per la libertà) dall'accusa di istigazione all'odio razziale e alla discriminazione nei confronti dei musulmani. Il giudice ha definito le parole di Wilders "dannose", "sconvolgenti" e "offensive", ma ha precisato che le dichiarazioni del leader populista sono state pronunciate nel contesto di un dibattito pubblico sull'integrazione dei musulmani e sul multiculturalismo, e dunque non costituiscono un atto criminale. Wilders si è detto sollevato, ma ha aggiunto che non intende modificare il proprio atteggiamento "nemmeno tra cento anni."

La maggior parte della stampa olandese è soddisfatta del verdetto. Scrive Nrc in un editoriale: "Lasciate che gli elettori decidano sulle opinioni e sulle parole del leader del Pvv, e avviamo un dibattito con lui nell'unica sede adatta: l'arena politica". Anche Trouw approva la decisione del tribunale: "Nessuno uomo sano di mente e convinto sostenitore del principio di libertà nel dibattito sociale e politico poteva sperare che Wilders fosse condannato". D'accordo anche il quotidiano di sinistra De Volkskrant: "L'assoluzione piena di Wilders dimostra che in Olanda la libertà d'espressione è fortemente radicata".

Il primo ministro olandese Mark Rutte ha dichiarato che l'assoluzione è una buona notizia per Wilders: "mi sono reso conto di cosa ha significato per lui". Tuttavia Nrc Handelsblad si domanda se il leader del Pvv sia veramente felice per l'esito del processo. Come ha spiegato un membro del Partito socialista, "Ora Wilders non potrà essere un martire. Dato il suo modo di fare politica, posso immaginare che per lui l'assoluzione sia un vero peccato".