Con la bocciatura in un giorno solo di tutti i progetti di legge che avrebbero permesso il trasferimento all’estero per motivi di salute dell’ex premier Julija Timošenko, il Parlamento ucraino ha rifiutato la principale condizione posta dall’Ue per la firma dell’accordo.

“Viktor ‪Janukovič, o la fine di un sogno”, titola Ukrainska Pravda all’indomani della decisione del governo ucraino di non firmare l’accordo di associazione con l’Unione europea a una settimana dal vertice di Vilnius (28-29 novembre) dedicato al Partenariato orientale dell’Unione europea. Per il sito d’opposizione, dopo “aver mercanteggiato troppo” il presidente ucraino Janukovič ha messo fine al “sogno” di un intero paese:

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L’accordo di associazione non appassionava soltanto i media stranieri, ma anche la popolazione ucraina. Ne parlavano tutti: nei mercati, sui trasporti pubblici e nei locali notturni.

Su Gazeta Wyborcza Mirosław Czech scrive che

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Cambiando le carte in tavola quando si preparava già la firma dell’accordo di associazione, il governo ucraino ha confermato la tesi dei politici europei convinti che ‪Janukovič stesse semplicemente sfruttando la carta europea per ottenere un accordo migliore con la Russia. In futuro nessuno sarà più disposto a parlare di cooperazione con un politico del genere. Il presidente ucraino si è avvicinato pericolosamente a leader del calibro del [presidente bielorusso] Alexander Lukašenko, e l’Ucraina è ormai simile ai paesi governati “alla bielorussa”. Ma la speranza è sempre l’ultima a morire. Durante una visita in Austria, Janukovič ha dichiarato che l’Ucraina non abbandonerà il cammino europeo. Dunque non tutto è perduto? Oggi ci sarà un’altra svolta? Non si sa mai, perché negli ultimi vent’anni l’Ucraina ci ha riservato sorprese ben più grandi.

“Kiev si ritira dall’Unione”, titola Sme. Il quotidiano di Bratislava sottolinea che la svolta nelle relazioni tra Ue e Ucraina è una lezione per i diplomatici europei, spesso animati da un “ottimismo infondato” e dall’incapacità di capire la natura del loro interlocutore. La decisione di Kiev rappresenta un grosso problema per l’Europa, ma avrà conseguenze ancora più nefaste per gli Ucraini, spiega il quotidiano:

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La scelta tra Bruxelles e Mosca non è soltanto una questione di vantaggi economici a breve termine […] ma oppone anche uno stato più democratico e un sistema legale migliore a uno stato gangster e alla miseria più profonda. Janukovič ha scelto la seconda opzione. Il presidente e i suoi collaboratori ne otterranno grandi benefici, ma la maggior parte degli ucraini ne pagherà le conseguenze.

“Dopo aver perso la partita contro la Francia, l’Ucraina ha perso anche l’Europa? Sembra proprio di sì”, scrive Le Soir facendo riferimento all’eliminazione dell’Ucraina dalle qualificazioni per i mondiali di calcio. Secondo il quotidiano belga il Partenariato orientale, che avrebbe dovuto riavvicinare l’Ue alle repubbliche ex sovietiche, “è clinicamente morto”, e le pressioni russe hanno funzionato.

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I lituani, che fino alla fine dell’anno ricopriranno la presidenza turnante dell’Ue, vedono svanire il loro sogno di coronare il semestre con un successo a Vilnius. […] Gli argomenti forti messi sul tavolo da Mosca hanno vinto.

La Frankfurter Allgemeine Zeitung parla di un vero e proprio “braccio di ferro” tra l’Ue e la Russia. Secondo il quotidiano tedesco la decisione, a un anno dall’inizio dei negoziati sull’accordo di associazione, “arriva troppo tardi”:

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A forza di minacce, blocchi commerciali e controlli doganali asfissianti, il governo di Kiev ha recepito il messaggio: se l’Ucraina dovesse firmare l’accordo con l’Unione europea, la Russia ha i mezzi per spingere il paese, già afflitto da gravi problemi, verso il fallimento.

“L’Europa ha perso la battaglia per l’Ucraina”, riassume il quotidiano austriaco Die Presse riportando lo stupore di Bruxelles, dove nella mattina del 21 novembre si parlava ancora di “situazione dinamica” prima di astenersi da ogni commento nel pomeriggio. A sorprendere Die Presse è soprattutto il voltafaccia ucraino:

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In questo momento la priorità sarà data alla partecipazione al progetto attuale, un’unione doganale voluta da Mosca, da cui Viktor Janukovič aveva inizialmente preso le distanze.

Eesti Pävaleht teme che l’Ue possa sospendere gli aiuti all’Ucraina dopo che Kiev ha scelto la Russia.

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Gli eventi di ieri dimostrano che il presidente Viktor Janokovič non ha avuto la forza di fare un passo decisivo. La pressione russa da una parte e le condizioni imposte dall’Ue dall’altra si sono rivelate insormontabili. […] La mossa con cui Kiev ha interrotto le relazioni di amicizia con l’Europa sembra condurre a una situazione in cui l’Ucraina non deve aspettassi più alcun aiuto dall’occidente in caso di eventuali pressioni di Mosca.