Secondo gli ultimi exit poll il conservatori di Diritto e giustizia (PiS) di Jarosław Kaczyński hanno ottenuto il 37,7 per cento dei voti alle elezioni del 25 ottobre, distaccando la Piattaforma civica (Po, al potere), che ha ottenuto il 23,6 per cento. Gli altri partiti entrati al parlamento sono il movimento anti-establishment Kukiz’15 (8,7 per cento), i liberisti di Nowoczesna (7,7 per cento) e il Partito agrario (Psl, 5,7 per cento). L'affluenza alle urne è stata del 51 per cento. I risultati definitivi saranno resi noti martedì.

Il direttore del quotidiano conservatore Rzeczpospolita Bogusław Chrabota definisce il risultato ottenuto dal PiS “un pesante K.O. non solo per la Piattaforma civica (Po) al potere, ma anche per l’intera compagine politica”:

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Dopo otto anni, il partito di Donald Tusk lascia la scena ferito, disintegrato, con una chiara crisi di leadership e un’identità schizofrenica. […] Per la prima volta in 25 anni un unico partito formerà il governo. Per la prima volta ha la possibilità storica di mettere in atto il suo programma senza torbidi compromessi.

Il vicedirettore di Gazeta Wyborcza Jarosław Kurski teme che il PiS riesca a ottenere abbastanza consensi in parlamento (sono necessari i tre quinti) da cambiare la costituzione – il suo principale obiettivo secondo lui – e mettere a repentaglio la democrazia in Polonia. Per questo invita gli oppositori al partito di Jarosław Kaczyński a “mobilitarsi e rendersi conto di quanto la situazione è grave”:

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Occorre un’alleanza di tutti coloro che vogliono difendere la democrazia contro gli abusi della maggioranza parlamentare. Occorre che la società civile, i mezzi d’informazione e i partiti indipendenti si oppongano all’autoritarismo.

Per il quotidiano economico Dziennik Gazeta Prawna il fatto che non ci sarà nessun partito di sinistra in parlamento (né la coalizione Zjednoczona Lewica né il partito Razem hanno superato la soglia di sbarramento):

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non è sorprendente, poiché il loro programma di sinistra è stato ampiamente adottato dal PiS. D’altra parte, è un peccato, poiché l’equilibrio è sempre raccomandato.

Nel suo editoriale il quotidiano Polska The Times scrive che i risultati del voto indicano chiaramente che

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i polacchi volevano il cambiamento, e uno grande se è per questo. Ora c’è una grande responsabilità sulle spalle del partito di Jarosław Kaczyński: ha il premier, il presidente” – Andrzej Duda era anch’egli membro del PiS – “e i pieni poteri. Vedremo come se la caverà con questa responsabilità.

A Jarosław Kaczyński “manca molto poco per avere il potere assoluto in Polonia”, ammonisce il settimanale Newsweek Polska. Il direttore Tomasz Lis si chiede come mai i polacchi abbiamo deciso di correre il rischio che qualcuno possa mettere in atto un simile e pericoloso disegno. Secondo lui le elezioni si sono concluse con un “impressionante trionfo” per i partiti di destra e “una gigantesca sconfitta” per la sinistra. Ma la cosa peggiore di questa domenica elettorale è stata che

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l’orientamento moderato e filoeuropeo e la prevedibilità sono stati malamente sconfitti dall’estremismo, dal populismo e dal nazionalismo.