La visita altamente mediatica di Angela Merkel ad Atene si è conclusa senza alcun risultato concreto. La cancelliera tedesca ha ribadito il suo impegno a mantenere la Grecia all’interno dell’eurozona e il suo apprezzamento per gli sforzi dei greci, ma non ha annunciato né un’accelerazione dell’aiuto finanziario né una proroga per l’equilibrio di bilancio.

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È venuta, ha visto e ha vinto – Ta Nea

Il tabloid denuncia le “proteste riprovevoli contro Merkel ad Atene” e lamenta che i tedeschi pagheranno “ancora di più” per la Grecia, riferendosi ai 30 miliardi di euro versati dalla Germania nel quadro di un programma di aiuto alla riforma dell'amministrazione del paese.

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La Germania non merita questo – Bild

“Merkel si sforza di adottare un nuovo tono nei confronti della Grecia”, scrive il quotidiano. Lontano dal percorso della visita della cancelliera, circa 40mila persone hanno protestato contro il programma di austerity imposto ad Atene.

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La paura nuda dell’austerity tedesca – Die Presse

L’Assemblea nazionale ha approvato la ratifica del trattato sulla stabilità, la coordinazione e la governance (Tscg) all’interno dell’Unione economica e monetaria, con 477 voti a favore e 70 contrari. 20 deputati del Partito socialista del presidente François Hollande hanno però votato contro. La sinistra, con 282 voti a favore del testo negoziato dall’ex presidente Sarkozy, ha superato a stento la maggioranza assoluta (274 voti).

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Hollande ottiene dalla sinistra un “si, ma…” – La Tribune

Nel discorso che pronuncerà alla conferenza del Partito conservatore il primo ministro David Cameron “parlerà chiaramente con l’opinione pubblica britannica” delle sfide difficili che attendono la nazione, anticipa il quotidiano londinese. Oggi i valori fondamentali del “lavoro duro, dell’unità familiare, dell’assumersi le proprie responsabilità e aiutare gli altri” sono più necessari che mai se il paese vuole tirarsi fuori dalla peggiore crisi economica da decenni, spiegherà Cameron.

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David Cameron avverte: o si nuota o si affonda – The Daily Telegraph

Il parlamento spagnolo ha respinto con 276 voti su 350 la proposta del partito indipendentista catalano Esquerra Republicana de Catalunya di trasferire al parlamento catalano il diritto di indire un referendum. In questo modo Barcellona avrebbe avuto una base legale per un possibile referendum sull’indipendenza della regione dopo le elezioni regionali del 25 novembre. La decisione riguarda anche un’ipotetico caso simile nel Paese basco, dove il 21 novembre si terranno le elezioni regionali, con una probabile vittoria del Partito nazionalista basco (Pnv).

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Il Parlamento chiude la porta a un referendum in Catalogna e nel Paese basco – El Correo

Il 10 ottobre il presidente tedesco Joachim Gauck è in visita in Repubblica Ceca. Si recherà a Lidice, il villaggio raso al suolo dai nazisti nel 1942 dopo l’attentato contro il protettore aggiunto del Reich in Boemia-Moravia Reinhard Heydrich. Quasi tutti gli abitanti di Lidice furono uccisi o deportati. Gauck è il primo presidente tedesco a compiere questo gesto.

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Penso a quelli che sono sopravvissuti a Lidice – Mladá Fronta DNES