Queste elezioni europee hnno profondamente scosso la politica tedesca. Il risultato plasmerà i dibattiti politici interni per i mesi a venire. Sono in gioco tre aspetti principali. In primo luogo, c'è il ruolo decisivo della Germania nell'"onda verde" che ha colto di sorpresa l'Europa. La buona prestazione dei Verdi tedeschi era stata ampiamente prevista a livello nazionale, ma le dimensioni del loro successo sono state superiori a quanto gli strateghi del partito avevano osato sognare: con il 20,5 per cento, i Verdi hanno quasi raddoppiato la loro quota, raccogliendo milioni di voti sia dai Socialdemocratici che dai Conservatori e arrivando primi alle urne in alcune zone rurali.

Un'impennata senza precedenti riflette un profondo cambiamento nel discorso pubblico. Dopo la crisi dei rifugiati nel 2015, l'estrema destra ha dominato l'agenda per qualche tempo, scagliandosi contro i rifugiati e la società aperta nel suo complesso. Ma cominciando dalla grande manifestazione di Berlino lo scorso ottobre, quando circa 240mila persone hanno marciato per l'apertura e la solidarietà (lo slogan era unteilbar, "indivisibile"), il discorso ha cominciato a cambiare.

E quando sono cominciate le proteste settimanali per il clima "Venerdì per il futuro" la questione dominante nei dibattiti pubblici tedeschi è diventata la lotta contro l'incombente catastrofe climatica. Con la loro posizione filoeuropea, pro-diversità ed ambientalista, solo i Verdi sono stati in grado di catturare questo sentimento.

L'influenza tedesca in calo

Tuttavia il secondo punto da notare è che la svolta politica non si applica a tutta la Germania. Mentre i Verdi potrebbero ora essere pronti ad acquisire lo status di un grande partito con una forte base nei Land occidentali, Alternative für Deutschland (AfD, estrema destra) è la forza più forte in gran parte dei Land dell'est. In occasione del trentesimo anniversario della riunificazione, il paese rimane così profondamente diviso lungo i vecchi confini. Questo è tanto più sconvolgente per molti dopo che i legami tra l'AfD e i violenti neonazisti sono diventati apertamente visibili durante i disordini razzisti nella città orientale di Chemnitz nell'estate 2018.

In terzo luogo la posizione della Germania nell'Unione europea è sempre più minacciata. Dopo quasi un decennio di ruolo egemonico la cancelliera Angela Merkel è stata incapace di aiutare il candidato conservatore Manfred Weber a ricoprire la carica di presidente della Commissione europea. Questo può certamente essere interpretato come una reazione all'atteggiamento di Berlino, che negli ultimi anni ha costantemente bloccato le riforme europee – una politica che ha suscitato severe critiche anche in patria. Con le elezioni regionali del 1 settembre nella Germania orientale, la politica tedesca è ora in mutamento.

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