“Così i russi spiavano al G20”

Pubblicato il 29 Ottobre 2013

Cover

I partecipanti al G20 dello scorso 5 settembre a San Pietroburgo hanno ricevuto un “regalo avvelenato”, riporta La Stampa: un set di chiavette usb che nascondevano dispositivi di spionaggio per raccogliere dati dai computer e smartphone.
L’allarme è scattato dopo che il presidente del consiglio europeo Herman Van Rompuy ha chiesto ai servizi di sicurezza tedeschi di analizzare le chiavette. L’indagine è ancora ancora in corso, e ancora non si sa se sono stati spiati tutti i partecipanti al vertice o meno.
La Stampa sottolinea che la vicenda è avvenuta in un momento in cui le tensioni tra Stati Uniti e Russia erano ai massimi livelli dopo la crisi siriana e l’asilo concesso a Edward Snowden da Mosca. Secondo il quotidiano lo scandalo segna “il ritorno ufficiale a un conflitto tra servizi segreti di mezzo mondo”.

Ti piace quello che facciamo?

Contribuisci a far vivere un giornalismo europeo e multilingue, in accesso libero e senza pubblicità. Il tuo dono, puntuale o regolare, garantisce l’indipendenza della nostra redazione. Grazie!

Sei un media, un'azienda o un'organizzazione? Dai un'occhiata ai nostri servizi di traduzione ed editoriale multilingue.

Sostieni un giornalismo europeo senza frontiere

Fai un dono per rafforzare la nostra indipendenza

Sullo stesso argomento