L’Europa resta un partner economico privilegiato per il Regno Unito, nonostante il divorzio

Nel periodo 2019-2020, l'Unione europea è rimasta il principale partner economico del Regno Unito, in termini di esportazioni e di importazioni di beni e servizi, indicano i dati raccolti da Alternatives Economiques.

Pubblicato il 1 Dicembre 2020

Nel periodo 2019-2020, l'Unione europea è rimasta il principale partner economico del Regno Unito, in termini di esportazioni e di importazioni di beni e servizi.


Nonostante le statistiche del Dipartimento del Commercio Internazionale mostrino chiaramente che negli ultimi 10 anni la preminenza dell'Ue si sia leggermente indebolita a vantaggio degli Stati Uniti, della Cina e di altri partner, è difficile capire come l'Ue possa perdere il ruolo di  principale partner economico del Regno Unito, anche alla luce della sua vicinanza geografica, culturale e sulla base dei legami interaziendali già esistenti.



I rapporti commerciali già esistenti tra Ue e Regno Unito non possono che risentire del Brexit, qualunque sia l'esito delle trattative in corso, attualmente a un punto morto. Allo stesso tempo, sono in stallo anche le discussioni per un trattato di libero scambio con gli Stati Uniti; gli Usa non gradiscono che la loro bilancia commerciale con il Regno Unito sia in deficit.

Gli scambi commerciali con i paesi del Commonwealth (in particolare India e Australia) sono un sogno che si avvera per i più ferventi Brexiters. Ma i risultati al momento sono modesti: nessuno dei paesi del Commonwealth è tra i primi dieci paesi verso i quali il Regno Unito esporta merci, mentre l'Australia è solo il 10° più grande destinatario delle esportazioni di servizi britannici. Per quanto riguarda le importazioni, l'India è il 7° importatore di servizi, con un modesto 3,6% del totale mondiale.

In collaborazione con European Data Journalism Network

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