Ottantun anni dopo la caduta del nazismo l’estrema destra tedesca registra il suo miglior risultato elettorale: il 6 settembre il partito Alternative für Deutschland (AfD) ha ottenuto una schiacciante vittoria alle elezioni regionali della Sassonia-Anhalt (Germania orientale). Con il 48,4 per cento dei voti, il partito supera di gran lunga l’Unione Cristiano-democratica (Cdu – 17,3 per cento, in calo di 20,4 punti rispetto al 2021), il Partito Socialdemocratico (Spd – centrosinistra, 7,5 per cento) e Die Linke (sinistra, 7,4 per cento). 

Sebbene abbia raddoppiato il risultato ottenuto alle ultime elezioni regionali, la sezione locale dell’AfD guidata da Ulrich Siegmund – l’“uomo più pericoloso della Germania”, come lo ha definito il settimanale Der Spiegel – non è riuscita per un soffio a ottenere la maggioranza assoluta e dovrà quindi formare una coalizione per governare. Una relativizzazione che non deve oscurare l’inarrestabile ascesa dell’estrema destra in Germania, né le sue conseguenze.

Il federalismo tedesco garantisce ampia autonomia ai propri Land, ed è proprio per questo che la vittoria dell’estrema destra in Sassonia-Anhalt è importante: l’AfD ha annunciato misure drastiche in materia di immigrazione, istruzione, sicurezza e finanziamento dei media se dovesse arrivare al potere. A livello nazionale, questo successo aumenta la pressione sul governo del cancelliere Friedrich Merz (Cdu), in particolare in vista delle elezioni federali previste per marzo 2029.

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