In due anni, tra il 2011 e il 2012, il Portogallo ha tagliato la spesa per l’assistenza sociale di 3,7 miliardi, una cifra quasi equivalente ai 4 miliardi di tagli addizionali alla spesa pubblica per il 2013-2014 chiesti dalla troika (Bce-Ue-Fmi) . Nonostante il paese sia già al di sotto della media europea nel rapporto tra spesa per l’assistenza sociale e prodotto interno lordo, il peggioramento della recessione ha spinto il governo e la troika a ridurre “a sorpresa” l’intervento dello stato. La settima revisione degli accordi sul bailout concesso al Portogallo, che è iniziata il 25 febbraio e durerà circa due settimane, sarà segnata dal tentativo di Lisbona di ammorbidire l’austerity e impedire che il paese sprofondi in una spirale di recessione e disoccupazione.
Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.
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