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"Catastrofi marittime nel Mediterraneo", titola la Tageszeitung prendendo le distanze dalla copertura mediatica dedicata al naufragio della Costa Concordia.

Il quotidiano berlinese sottolinea infatti che nel Mediterraneo si verificano numerosi naufragi "che non compaiono sulle prime pagine dei giornali", e mette in prima pagina la foto di un battello naufragato nel giugno 2011 davanti alle coste tunisine, con a bordo 700 rifugiati libici.

Pubblicando l'elenco delle "peggiori catastrofi marittime nel Mediterraneo dal 2006", l'editoriale della Tageszeitung ricorda che

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centinaia di migliaia di persone trovano una morte anonima in alto mare o sulle coste rocciose. Decine di miglia di rifugiati finiscono nelle mani della malavita europea dell'Europa in crisi, che non riserva loro né un posto né un briciolo di umanità […] I morti sono morti, sia che provengano da una nave da crociera di lusso o da una carretta del mare.

Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.

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