Ratti e buoi dei paesi tuoi

Pubblicato il 30 Settembre 2010

"Infame campagna". "Toni razzisti". "Inaccettabile". "Porcherie". Non ha usato mezzi termini il Corriere della Sera per denunciare l'ennesima iniziativa mirata a incitare l'odio nazionalistico verso i lavoratori immigrati e a strumentalizzarlo per scopi elettorali. Giustamente, perché l'indifferenza e la tolleranza nei confronti di chi de-umanizza il diverso – in questo caso ritraendolo come un ratto – contribuiscono alla normalizzazione della xenofobia in nome di un'interpretazione di comodo della libertà d'espressione, e alla sua diffusione sempre più trasversale in seno alle società europee. Bravi.

Certo, sarebbe meglio se oltre a difendere i lavoratori transfrontalieri italiani, oggetto in Svizzera della campagna "Balairatt" ("i topi ballano"), i cui mandanti sono ancora anonimi, il Corriere si indignasse con altrettanta veemenza anche per le analoghe e quasi quotidiane iniziative che dalla nostra parte del confine se la prendono con i "ratti" d'altra provenienza. Per esempio quelle della Lega Nord, che oltretutto è anche un partito di governo e la derattizzazione la sta portando avanti anche con i fatti. Ma non si può avere tutto.

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