Chi salverà il Portogallo?

Come Irlanda, Grecia e Spagna, il Portogallo deve risanare al più presto un bilancio disastroso. Ma i limiti strutturali della sua economia non concedono grandi spazi di manovra.

Pubblicato il 15 Febbraio 2010 alle 16:43
La chiesa del Carmo a Porto. Foto: Maremagnum

In piena bufera economica, con i giornali di tutta Europa che accostano sempre più spesso la sua situazione a quella della Grecia, il Portogallo ha raddoppiato i finanziamenti a Madeira e alle Azzorre, i due arcipelaghi atlantici che rappresentano un vero buco nero per le casse dello stato. Il governo non c’entra: era contrario al provvedimento, ma essendo in minoranza in parlamento ha potuto fare ben poco contro la sua approvazione.

L’instabilità politica è solo uno dei problemi del Portogallo. Sfiducia, inefficienza e persino la posizione geografica contribuiscono a ridurre la competitività portoghese ai livelli minimi europei, scrive [Guido Rampoldi](http:// http://www.presseurop.eu/fr/node/191111) su Repubblica. “Il Portogallo appartiene con l’Italia al gruppo di economie dell’Eurozona che un tempo riuscivano a recuperare competitività svalutando la moneta,e oggi, non potendo più percorrere quella scorciatoia, tagliano i costi licenziando, cioè producendo disoccupazione, che a sua volte produce deficit”.

Tagliata fuori dalla fuga a est dei capitali europei, Lisbona cerca di rifarsi volgendosi verso le ex colonie africane e investendo nelle infrastrutture di collegamento. Ma per il momento “solo un piano di stabilità rigoroso, così come richiesto dalla Commissione europea a Lisbona e ad Atene, potrà evitare al Portogallo altri rischi. E quel piano deve approvarlo l’imprevedibile parlamento portoghese”.

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