Bucarest.

Gli elettori decideranno il destino della democrazia romena

All'avvicinarsi delle elezioni europee del 23-26 maggio abbiamo chiesto a 27 giornalisti ed editorialisti di altrettanti paesi europei di spiegare quale è la principale posta in gioco nella campagna elettorale nel loro paese. Una serie realizzata in collaborazione con 27 giornali europei, fra i quali Internazionale per l'Italia.

Pubblicato il 3 Maggio 2019
Miguel Ángel García  | Bucarest.

In Romania la campagna elettorale per il parlamento europeo è segnata dai temi politici interni. Dire che si tratta di problemi seri è un eufemismo. Dal 2016 il paese è governato da una coalizione formata dal Partito socialdemocratico (Psd) e dall’Alleanza dei liberali e democratici per l’Europa (Alde), sostenuta in parlamento dall’ala politica della minoranza ungherese (Udmr, Alleanza democratica degli ungheresi in Romania).

Negli ultimi due anni la coalizione Psd-Alde ha modificato diverse leggi che riguardano l’organizzazione del sistema giudiziario. Per fare un esempio, all’interno della procura generale è stato creato un dipartimento speciale per indagare sulla condotta dei magistrati. Le associazioni dei giudici lo considerano uno strumento intimidatorio di controllo politico.

Tra le varie iniziative, il dipartimento ha avviato un’inchiesta penale contro Laura Codruța Kövesi nello stesso giorno in cui il parlamento europeo valutava la sua candidatura per il ruolo di procuratrice generale europea. Le modifiche al sistema giudiziario sono state criticate duramente dalla commissione europea, dalla commissione di Venezia e dal Gruppo di stati contro la corruzione (Greco). […] Leggi l'articolo intero su Internazionale.it. 

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