La giustizia tedesca diventa ecologista: per la prima volta, infatti, ha fermato la costruzione di una centrale a carbone, quella di Datteln, nella Ruhr. Il tribunale di Münster ha sentenziato che “essa non contribuirebbe a ridurre le emissioni di gas serra”, nota con soddisfazione la Tageszeitung. Il quotidiano berlinese osserva inoltre che “non si tratta di una centrale qualsiasi o di una sentenza qualsiasi”. Secondo Eon, che doveva realizzarlo, l’impianto era un prototipo di nuova generazione di centrale a carbone, la più efficiente in Europa, e avrebbe prodotto 1100 megawatt, “quasi quanto una centrale nucleare”. Gli impianti avrebbero generato lo 0,73% delle emissioni tedesche di CO2, senza sostituire una vecchia centrale. La sua costruzione avrebbe pertanto violato gli obiettivi dichiarati nel piano di sviluppo regionale: ridurre le emissioni di diossido di carbonio. “I giudici hanno fatto bene a ricordare che i buoni propositi devono sempre essere seguiti dai fatti”, conclude la Taz.
Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.
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