Ufficialmente non si tratta di una “ristrutturazione”, ma di un “consolidamento delle funzioni”. L'impresa tedesca Dhl ha appena annunciato a 788 dei suoi dipendenti belgi che saranno trasferiti a Praga, a Lipsia o a Bonn. Una misura che va ad aggiungersi ai duemila posti a rischio nella fabbrica Opel di Anversa e ai 43 impiegati licenziati dalla Sanofi di Diegem.
Il Belgio, che ospita numerose ditte straniere, “non ha più il controllo sui suoi lavoratori”, denuncia Le Soir, che mette in dubbio “l'efficacia della politica economica belga degli ultimi vent'anni”. “Nessuno ha protestato quando i grandi centri di decisione economica hanno abbandonato il nostro paese”, ricorda il quotidiano di Bruxelles, “né è stato fatto molto per ottenere almeno il mantenimento a lungo termine degli stabilimenti belgi. Il paese, diviso dai suoi conflitti interni e pieno di un sentimento europeo che sconfina a volte nell'ingenuità, ha tollerato la vendita dei suoi gioielli di famiglia”.
Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.
Vedi l'evento >