Lo stadio di Giarre, incompleto da 25 anni.

Il buco nero dei fondi Ue

Un rapporto ha rivelato che i miliardi di euro erogati alla Sicilia dall'Unione europea sono finiti nelle tasche delle clientele locali senza produrre alcun risultato. Ma la pacchia sta per finire.

Pubblicato il 8 Ottobre 2010
Lo stadio di Giarre, incompleto da 25 anni.

Tra il 2000 e il 2007 l'Unione europea ha erogato ben otto miliardi e mezzo di di aiuti alla regione Sicilia per colmare il gap di sviluppo che la divide dal resto del continente. "Peccato che nella stessa relazione che chiude lepoca di [Agenda 2000](http://ec.europa.eu/agenda2000/index_it.htm) – così si è chiamata la pioggia aurea arrivata qui in quegli anni – lamministrazione ammetta candidamente che quei soldi non siano serviti a niente", scrive Laura Anello su La Stampa.

I contributi al miglioramento della rete idrica e ferroviaria, la promozione del turismo e della raccolta differenziata e lo sviluppo delle energie rinnovabili sono stati infatti inghiottiti da una schiera di società create ad hoc, che non hanno prodotto praticamente alcun risultato apprezzabile ma sono già pronte a lanciarsi sui 6,6 miliardi dei fondi 2007-2013. In ogni caso, ricorda Anello, si tratta dell'"ultima pioggia, perché poi lEuropa sposterà il baricentro degli aiuti sui paesi dellest, i nuovi arrivati nellUnione. E qui sullisola? 'Ci saranno le barricate', profetizza qualcuno."

Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.

Vedi l'evento >

Sei un media, un'azienda o un'organizzazione? Dai un'occhiata ai nostri servizi di traduzione ed editoriale multilingue.

Sostieni un giornalismo che non si ferma ai confini

Approfitta delle offerte di abbonamento oppure dai un contributo libero per rafforzare la nostra indipendenza

Sullo stesso argomento