"Comprare quote di CO2 è come buttare i soldi dalla finestra", titola Information, sintetizzando così il rapporto pubblicato il 5 ottobre dalla ong danese Økologiske Råd ("consiglio ecologico"). L'organizzazione sostiene infatti che la Disciplina per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra sia del tutto inutile. Al momento del lancio del sistema sono state distribuite troppe quote alle imprese, e il loro prezzo, 15 euro per tonnellata di CO2 emessa, è troppo basso. Risultato: sia le aziende che i privati non sono stimolati a ridurre le proprie emissioni. La crisi economica, poi, non ha fatto che acuire il fenomeno. Per questo motivo Økologiske Råd auspica una riforma profonda del sistema, a cominciare da una riduzione delle quote attuali.
Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.
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