Le banche si preparano alla “Grexit”

Pubblicato il 22 Agosto 2012

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“Shhh!”, bisbiglia la Süddeutsche Zeitung. Volete conoscere il segreto meglio custodito delle grandi banche statunitensi ed europee? Si stanno preparando per l’eventuale uscita della Grecia dall’eurozona, rivela il quotidiano. “Un esercito di consiglieri d’impresa e giuristi” lavora da settimane “sul numero infinito di cose da fare” per reagire a una bancarotta di Atene: dalla gestione delle sommosse nei paesi in crisi - dove bisognerà garantire la sicurezza degli impiegati delle banche - alla stabilità dell’assistenza telefonica per dare consigli agli investitori, passando per la preparazione dei sistemi informatici che andranno riprogrammati per accettare i calcoli in dracme.

Il gruppo britannico Lloyds Banking ha creato un ‘Comitato di instabilità dell’euro’ per trovare una risposta a diversi interrogativi. Hsbc ha pragmaticamente verificato se i suoi bancomat ad Atene sono in grado di emettere dracme. Secondo alcune voci Goldman Sachs ha preparato negli uffici londinesi una ‘war room’ [una sala operativa] per gestire le emergenze con il nome di ‘room 17’, come i 17 paesi dell’eurozona.

L’unica certezza è che il settore non ha alcuna intenzione di rivivere l’esperienza della bancarotta della Lehman Brothers del 2008, quando

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le simulazioni sono state annullate perché si volevano conservare le energie in caso di crisi.

Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.

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