Gli stati membri si ritrovano "sotto la lente d'ingrandimento" a proposito dei finanziamenti per i rom, scrive Evenimentul Zilei a margine di un ciclo di conferenze sul "contributo dei fondi europei all'integrazione della popolazione rom", organizzate a Bucarest e in diverse altre città romene dalla Commissione europea. Il commissario all'occupazione e agli affari sociali, l'ungherese László Andor, ha colto l'occasione per annunciare che il gruppo di lavoro creato da Bruxelles per verificare l'utilizzo dei fondi per i rom da parte degli stati membri pubblicherà un rapporto il mese prossimo.

"Vogliamo sapere dove i fondi non sono stati utilizzati", ha precisato il commissario, aggiungendo che "la prima strategia europea per l'integrazione dei rom, obbligatoria per tutti i paesi dell'Unione europea", sarà presentata nella primavera del 2011. Le riflessioni maturate nell'ambito della conferenza arrivano dopo l'espulsione decisa dalla Francia di un migliaio di rom di origine romena e bulgara, un gesto che László Andor ha definito "infelice". Il commissario ha anche evidenziato quello che ha definito il "paradosso dell'Europa": "in un continente ricco i giovani rom crescono in ghetti urbani e villaggi desolati".

La Romania ha ricevuto più di 30 milioni di euro per l'integrazione dei rom dopo la sua adesione all'Unione europea nel 2007, prosegue Evenimentul Zilei. Secondo il quotidiano, nonostante alcune iniziative siano state ben congegnate, "la decentralizzazione amministrativa ha messo i progetti nelle mani dei sindaci, che non hanno impiegato il denaro come avrebbero dovuto".

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