Petrolio contro libertà di stampa

Pubblicato il 18 Ottobre 2011 alle 13:46

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In Svezia c'è grande attesa per l'apertura del processo a due giornalisti svedesi accusati di terrorismo ad Addis Abeba, in Etiopia. "Per colpa dei giochi della politica, i due rischiano 40 anni di prigione", scrive Svenska Dagbladet, convinto che "l'Etiopia vuole lanciare un segnale". Johan Persson e Martin Schibbye sono stati arrestati il primo luglio mentre conducevano un'inchiesta sulle attività petrolifere e le violazioni dei diritti dell'uomo nell'Ogaden, dove sono riusciti a entrare grazie all'aiuto del Fronte nazionale per la liberazione dell'Ogaden (Onlf).

I negoziati per la liberazione dei giornalisti sono stati condotti dal ministro degli esteri svedese Carl Bildt, che però è stato fortemente criticato per la mancanza di impegno a favore dei due accusati. Bildt è stato membro del consiglio di amministrazione di Lundin Oil, una compagnia petrolifera che ha interessi nel paese africano. "Il ministro degli esteri mantiene un profilo basso", nota Svenska Dagbladet. "Ma allora che significato hanno l'impegno svedese per i diritti umani e i milioni di corone spesi dai contribuenti per aiutare l'Etiopia? Se non siamo pronti a combattere per la libertà di stampa e la vita di due giornalisti svedesi, apertamente e con l'aggressività necessaria, di cosa possiamo andare fieri?"

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