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La “uberizzazione” del personale di volo Ryanair 

Entro la fine dell’anno, l’Ispettorato del lavoro polacco pubblicherà un rapporto su Ryanair Sun. Nel frattempo, la compagnia aerea low-cost continua ad assumere assistenti di volo a Praga, Budapest e Varsavia, offrendo esclusivamente contratti da lavoratore autonomo. La denuncia avanzata del personale polacco solleva un interrogativo più ampio: come far rispettare il diritto del lavoro su scala europea?

Pubblicato il 28 Ottobre 2026
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“Bevande calde e fredde”. “Con soli due euro potete tentare la fortuna con un gratta e vinci, sostenere un’associazione benefica e magari milionari”. Chiunque abbia provato a dormire a bordo di un volo Ryanair conosce questo sottofondo. Quello che per i passeggeri è soltanto un fastidio, per l’equipaggio rappresenta invece una fonte di reddito aggiuntiva. 

Secondo diversi dipendenti, il personale di cabina percepisce una commissione del 10 per cento sulle vendite effettuate a bordo: snack, profumi, fino biglietti della lotteria.

“È un vero e proprio mercato volante”, scherza Andrzej, assistente di volo Ryanair in Polonia dal 2023. “E se manca qualcosa all’inventario, il costo viene detratto dalle nostre buste paga”. Se, ad esempio, risultano assenti due bottiglie d’acqua, la trattenuta ammonta a sette euro. Ma questa è soltanto una delle anomalie del suo contratto di lavoro.

In Polonia, infatti, parte del personale di cabina lavora con contratti B2B (business-to-business). Formalmente ciò essere considerati lavoratori autonomi, responsabili in prima persona del versamento di tasse e contributi. È la situazione in cui si trova Andrzej, e proprio questa pratica ha spinto i dipendenti della base polacca a presentare un esposto all’Ispettorato nazionale del lavoro.

Contratti precari e lavoratori autonomi: il caso di Polonia, Ungheria e Cechia 

Secondo le testimonianze raccolte, i nuovi assistenti di volo assunti in Polonia guadagnano circa 24 euro lordi per ora di volo. Per il personale con più esperienza, la retribuzione può arrivare fino a una fascia compresa tra i 28 e i 34 euro. Tuttavia, il sistema B2B trasferisce sui lavoratori l’intero onere della gestione contabile, fiscale e contributiva. Di conseguenza, uno stipendio mensile lordo compreso tra i 1.600 e i 2.000 euro, può ridursi a circa 1.200 euro netti dopo il pagamento di tasse e contributi. Attualmente, le selezioni del personale polacco sono gestite da Warsaw Aviation, società controllata da Ryanair Sun (oggi attiva con il marchio Buzz).

Fino al 2018, il personale di cabina di Ryanair in Polonia era assunto con contratti di lavoro subordinato direttamente dalla compagnia. La situazione cambia quando l’azienda decide di ricorrere ai contratti di prestazione di servizi, una formula che riduce sensibilmente i costi aggiuntivi a carico del datore di lavoro. Nello stesso anno arriva la decisione più drastica: Ryanair rescinde i contratti esistenti e comunica ai dipendenti la riassunzione attraverso la formula B2B.

Nel 2019 la vicenda attira l’attenzione dell’allora difensore civico polacco, Adam Bodnar, che sollecita l’Ispettorato nazionale del lavoro ad aprire un’indagine su Ryanair Sun.


 “Possiamo rimanere in servizio anche undici ore, ma essere pagati soltanto per le sei ore trascorse in volo” - Andrzej


La conclusione degli ispettori è netta: il passaggio ai contratti B2B sarebbe avvenuto “contro la volontà dei lavoratori” e le attività svolte dal personale di cabina “presenterebbero tutte le caratteristiche tipiche del lavoro subordinato”. Da qui la raccomandazione a Ryanair di regolarizzare i contratti di lavoro. All’epoca però l’Ispettorato non disponeva degli strumenti giuridici per imporre la decisione. Il quadro cambia nel 2026, quando una riforma attribuisce agli ispettori il potere di ordinare d’ufficio la riconversione dei rapporti di lavoro nei casi di falso lavoro autonomo.

L’assenza di un salario minimo garantito

I nuovi contratti introdotti per il personale di cabina polacco hanno indebolito tutele e stabilità finanziaria. Ryanair non garantisce un numero minimo di ore di volo, lasciando gli assistenti di volo senza la certezza di reddito stabile. L’azienda si riserva inoltre il diritto di ridurre il numero di tratte assegnate ai lavoratori in regime B2B e di sostituirli all’occorrenza con personale assunto a tempo indeterminato da altre basi.

“Se voli meno, guadagni meno”, riassume Magda, in servizio presso l’aeroporto di Modlin, a 40 chilometri da Varsavia. Magda racconta che vorrebbe lavorare di più, ma che le ore semplicemente non sono disponibili. Durante l’alta stagione estiva può arrivare a totalizzare fino a 100 ore di volo al mese; con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, invece, la media si riduce spesso a 50 ore.

Anche Andrzej descrive una situazione analoga. La sua giornata lavorativa inizia 45 minuti prima del decollo, con il briefing dell’equipaggio e i controlli di sicurezza a bordo. Un turno standard comprende generalmente quattro tratte: due di andata e due di ritorno. Tuttavia, la retribuzione viene calcolata soltanto sul tempo in volo. “Possiamo rimanere in servizio anche undici ore, ma essere pagati soltanto per le sei ore trascorse in volo”, spiega. Tutte le attività svolte a terra, come il riordino del velivolo, la pulizia della cabina e l’imbarco dei passeggeri del volo successivo, tecnicamente non rientrano nelle ore retribuite.

Il 17 agosto, il sindacato Związkowa Alternatywa (Za) ha presentato un nuovo esposto all’Ispettorato del lavoro polacco contro Ryanair Sun, dopo un’iniziativa analoga promossa nei confronti della compagnia di bandiera Lot. Il presidente del sindacato, Piotr Szumlewicz, riassume così le motivazioni della vertenza: “Se un lavoratore non può rifiutare di coprire una determinata rotta né farsi sostituire da un’altra persona gli elementi costitutivi del lavoro subordinato sono innegabili”. La decisione dell’ispettorato sul caso Ryanair Sun è attesa entro la fine del 2026.

Il fenomeno degli assistenti di volo “freelance”

Le proteste del personale polacco si inseriscono in un quadro ben più ampio: come far rispettare il diritto del lavoro oltre i confini europei? Secondo un rapporto dell’Autorità europea del lavoro (Ela), pubblicato nel luglio 2026 e basato su indagini condotte in 23 paesi dell’Unione, il 46 per cento dei casi analizzati riguarda violazioni in materia di sicurezza sociale, il 38 per cento violazioni delle normative nazionali sul lavoro e il 34 per cento la classificazione impropria dei lavoratori (ad esempio, dipendenti registrati come autonomi).

A giudicare dalle recenti offerte di lavoro, sono almeno tre i paesi dell’Ue direttamente coinvolti: Polonia, Ungheria e Repubblica ceca.

In un annuncio pubblicato il 17 settembre 2026, Ryanair ricercava personale di cabina per la base di Budapest tramite la compagnia Buzz, proponendo esclusivamente contratti B2B e un regime di turnazione basato su cinque giorni di lavoro seguiti da tre di riposo. Uno schema pressoché identico a quello impiegato nel reclutamento per le basi di Varsavia e Praga.

Nel Regno Unito, un’inchiesta del Sunday Times ha svelato dettagli sulla precarietà dei contratti britannici. Dalle buste paga è emerso il cosiddetto gate bag bonus, un incentivo economico di 1,50 euro riconosciuto al personale per ogni bagaglio a mano fuori misura sanzionato al gate, fino a un massimo di 80 euro al mese.

In altri paesi, tra cui l’Austria, alla retribuzione base si affiancano componenti variabili legate alle ore di volo effettuate. È quanto emerge da un contratto, esaminato nell’ambito di questa inchiesta, sottoscritto nel 2024 da un assistente di volo di Laudamotion (controllata austriaca del gruppo Ryanair) presso la base di Vienna.

In Irlanda, dove Ryanair ha il proprio quartier generale, una fonte sindacale conferma che questo modello di retribuzione viene applicato a livello globale all’interno della compagnia. La fonte spiega che la retribuzione oraria decorre dal momento in cui l’aereo lascia il gate e inizia il rullaggio. In sintesi, il salario si compone di una quota base fissa, di un compenso per le ore di volo effettive e delle commissioni derivanti dalle vendite a bordo.

Di fatto, questo modello trasferisce una parte significativa del rischio d’impresa direttamente sulle spalle dei dipendenti. Un assetto favorito dall’assenza di un contratto collettivo di settore in grado di fissare standard minimi comuni.


 "Questo modello trasferisce una parte significativa del rischio d’impresa direttamente sulle spalle dei dipendenti"


Un dato particolarmente sorprendente in Austria, paese dove il 98 per cento dei lavoratori è coperto da contrattazione collettiva.

Tra le clausole più controverse dei contratti standard figurano disposizione che consentono all’azienda di trasferire dipendenti in qualsiasi altra base operativa all’estero. A questo si aggiungono obblighi di riservatezza, che limitano le dichiarazioni ai media e norme che autorizzano la compagnia a forme di monitoraggio dell'attività dei propri dipendenti.

Spagna: la mobilitazione per il riconoscimento della professione

Mario (nome di fantasia) lavora per Ryanair da dieci anni, nove dei quali trascorsi in Spagna e uno nel Regno Unito. Anche Mario conferma che nelle basi spagnole il personale di cabina percepisce una commissione del 10 per cento sulle vendite effettuate a bordo, esattamente come nei restanti paesi europei. Lo suggeriscono anche gli annunci di reclutamento pubblicati dalla compagnia che per alcune basi, come Maiorca, promettono un “bonus vendite illimitato”.

Mario nota analogie e differenze rispetto alla situazione dei colleghi polacchi. In Spagna, spiega, Ryanair non ricorre ai contratti B2B: “Tutto il personale è assunto direttamente dalla compagnia”. La retribuzione oraria varia a seconda delle qualifiche professionali ed è disciplinata da un accordo con il sindacato Comisiones Obreras (Ccoo), che prevede scatti retributivi in base all’anzianità di servizio. Il salario base varia tra gli 8 e i 12 euro.

Mario ammette però che, come in Polonia, anche in Spagna il personale viene pagato esclusivamente per le ore di volo effettivamente operate. “Il tempo trascorso a terra tra una tratta e l’altra, così come i ritardi, non viene retribuito”. In una sola giornata, l’equipaggio può coprire due tratte, andata e ritorno, oppure quattro voli.

Anche il contratto collettivo spagnolo non garantisce un monte ore fisso, pur assicurando un minimo annuale. “Può capitare di essere messi in reperibilità per coprire un volo da un’altra base o addirittura di dovervi pernottare”. I turni sono consultabili con circa un mese di anticipo ma la programmazione viene aggiornata ogni venerdì della settimana successiva.

“Nel settore dell’aviazione la normalità non esiste”, osserva Mario. A seconda dell’orario dei voli, i ritmi giornalieri cambiano radicalmente. Il riposo minimo garantito tra un turno e l’altro è di dodici ore: se la giornata lavorativa si chiude alle 17:00, non si riprende servizio prima delle 05:00 del mattino successivo. “Ci sono settimane tranquille con sole due tratte al giorno e altre con giornate particolarmente estenuanti e quattro voli. Tutto dipende dalla pianificazione operativa e poi ci si deve adattare di conseguenza”.

Per quanto riguarda lo stipendio, esiste una componente fissa (composta da stipendio base, scatti di anzianità e contributo per l’uniforme) e una parte variabile, calcolata sulla base delle ore di volo, sui bonus di vendita e sui rimborsi per corsi di formazione o trasferte fuori base. Mario lavora a Ibiza con un contratto per attività stagionale a tempo indeterminato: “La mia base opera solo in determinati periodi dell’anno, mentre altre basi restano attive durante tutti i dodici mesi”, spiega. “Nel mio ruolo di responsabile di cabina, il reddito netto mensile oscilla tra i 2.300 e i 2.800 euro, a seconda delle trattenute fiscali”.

La principale rivendicazione di Mario riguarda però il settore nel suo complesso: in Spagna la professione di assistente di volo non è ancora ufficialmente riconosciuta, nonostante anni di mobilitazioni e pressioni sindacali.

“È importante fare passi avanti su questo fronte”, conclude. “Siamo una categoria che richiede una formazione specifica, il possesso di certificazioni obbligatorie e un aggiornamento continuo. Eppure, in Spagna manca ancora un riconoscimento professionale adeguato al nostro ruolo e al livello di responsabilità che ci assumiamo a bordo”.

Francia: si rafforza la spinta verso la sindacalizzazione

In Francia, le condizioni di lavoro del personale Ryanair sono state progressivamente allineate al quadro normativo nazionale grazie a una serie di vertenze sindacali avviate nel 2019, in seguito alle denunce dei dipendenti sul progressivo degrado delle condizioni lavorative. In un reportage pubblicato da Le Monde, alcuni dipendenti arrivavano a raccontare di dover “scegliere tra mangiare e pagare l’affitto”.

Nel 2022, il sindacato Snpnc-Fo ha accusato la compagnia irlandese di corrispondere retribuzioni inferiori ai minimi previsti dalla legge, di non remunerare gli straordinari, di sottopagare le ferie annuali e di violare le norme sui necessari periodi di riposo. Un contenzioso sfociato nell’ottobre 2022 con la firma di un accordo sindacale.

Interpellato sull’assetto organizzativo del gruppo, un portavoce dell'Irish Aviation Authority (Iaa) precisa che il gruppo Ryanair comprende cinque diverse compagnie aeree, ognuna dotata di un proprio certificato di operatore aereo rilasciato dalle rispettive autorità competenti in Irlanda, Polonia, Malta e Regno Unito.

Ryanair Sun è una compagnia polacca supervisionata dall’Autorità per l'aviazione civile di Varsavia. Ryanair DAC, con sede a Dublino, risponde invece all’autorità irlandese Iaa e gestisce le varie basi operative sparse in Europa, comprese quelle in territorio spagnolo.

Secondo quanto precisato dal portavoce della Iaa, la normativa in vigore si limita a imporre che il personale operi “sotto il controllo diretto dell’operatore (ovvero la compagnia aerea)”, senza tuttavia entrare nel merito né disciplinare nel dettaglio le specifiche tipologie contrattuali applicate.

Contattata presso il proprio quartier generale di Dublino per commentare le questioni sollevate nell’inchiesta, Ryanair non ha fornito alcuna risposta prima della pubblicazione dell’articolo.

👉 Articolo originale su El Confidencial.
🤝 Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto collaborativo PULSE Hanno contribuito Rafał Górski (Gazeta Wyborcza, Polonia), Natascha Ickert (Der Standard, Austria), Noel Baker (The Journal, Irlanda), György Folk (EUrologus/HVG, Bruxelles) e Francesca Barca (Voxeurop, Parigi).

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