"Le riduzioni delle imposte vanno contro le promesse del governo", titola Politiken all'indomani del discorso del nuovo primo ministro. In occasione dell'apertura dei lavori del nuovo parlamento, costituitosi dopo le elezioni del 15 settembre, la socialdemocratica Helle Thorning-Petersen ha annunciato un programma economico in linea con quello del precedente governo liberal-conservatore e in contrasto con l'iniziale impegno a stimolare l'economia con la spesa pubblica.
Secondo Politiken "Thorning può riprendere la politica delle riforme interrotta" dall'esecutivo di Lars Løkke Rasmussen, e magari andare oltre sul piano della politica economica. Il nuovo primo ministro dovrà fare importanti concessioni al Partito liberal-socialista e al Partito popolare socialista, che hanno un peso rilevante nella coalizione di governo.
Anche nel campo della politica d'immigrazione, in cui i socialdemocratici avevano promesso di proseguire la linea dura del governo di Rasmussen, i partner di governo hanno imposto la loro visione, chiedendo innanzitutto la soppressione dei controlli alle frontiere ripristinati nel maggio scorso e causa di forti tensioni all'interno dell'Unione europea. Secondo Politiken la fine dei controlli "restituirà alla Danimarca la sua dignità".
Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.
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