I test di resistenza sui 143 reattori nucleari europei non sono altro che una mossa per tranquillizzare l'opinione pubblica europea dopo l'incidente nella centrale giapponese di Fukushima? Secondo La Voix du Luxembourg gli stress-test che inizieranno il primo giugno e le cui conclusioni saranno rese note entro il Consiglio europeo del 9 dicembre si faranno "per niente". Il compromesso "a minima" raggiunto il 24 maggio dal gruppo di regolatori europei sul tema della sicurezza nucleare (Ensreg) "prevede test di sicurezza molto approfonditi per verificare la resistenza delle centrali nucleari dell'Ue alle catastrofi naturali come i terremoti e le inondazioni, oltre che alle 'conseguenze di ogni tipo di incidente di origine umana o naturale'", secondo una fonte diplomatica citata dal quotidiano. Tuttavia La Voix du Luxembourg riferisce che "i regolatori hanno sottolineato nel loro abbozzo di dichiarazione di non avere alcuna competenza per le problematiche legate alla sicurezza contro il terrorismo". "Come a dire che c'è poco da aspettarsi da questi stress-test", conclude il quotidiano.
Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.
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