Tra gli indignati di piazza Syntagma

Il 15 giugno decine di migliaia di persone hanno protestato contro le misure di austerity del governo davanti al parlamento di Atene, dove gli "indignati" greci sono accampati da più di tre settimane. La manifestazione si è svolta pacificamente, ma ai suoi margini ci sono stati scontri.

Pubblicato il 16 Giugno 2011 alle 14:50
Piazza Syntagma, Atene, 15 giugno.

"Avanti!" gridava un uomo continuando a percuotere un tamburo. "Tutti avanti!" Il resto dell'orchestra, che ricordava quella del Titanic, continuava a suonare malgrado gli schiamazzi. In quel momento piazza Syntagma (Costituzione) era inondata di persone, così come le strade e stradine adiacenti. I gas lacrimogeni della polizia continuavano a cadere come pioggia in un ambiente reso elettrico da una calca sempre maggiore. Le esplosioni risuonavano insieme alle sirene della ambulanze che andavano e venivano in continuazione per soccorrere i feriti. Da ognuno dei piccoli gruppi in cui stavano avvenendo gli sconti si sentiva urlare "sicurezza!"

Al centro della piazza i manifestanti avevano formato delle catene umane per fermare i facinorosi e lasciare passare i feriti. Diverse persone anziane venivano portate via con la testa spaccata. Alcuni bambini indossvano maschere antigas troppo grandi per loro. Gli organizzatori incitavano col megafono la folla a radunarsi e a restare sul posto nonostante gli scontri. "Non ce ne andiamo da qui. È la nostra giornata!", gridavano. Mentre i tafferugli diventavano via via più violenti gli organizzatori invitavano a non cedere alla pressione degli agenti di polizia e a non rompere le catene umane. "Per quanti lacrimogeni ci lancino, noi resteremo qui. Questo è il luogo della rivolta popolare, della democrazia, dove è nata la speranza".

Altre manifestazioni si sono svolte anche a Salonicco, a Patrasso, in piccole città come Lamia o Larissa, a Creta e in altre isole, come Corfu e Samos. Iin tutto il paese i greci sono scesi in strada. Gli agricoltori con i loro trattori, i commercianti, gli studenti, i pensionati. La sollevazione è massiccia, è il malessere politico palpabile. Questa volta non si fermeranno qui. Si sono già dati appuntamento per domenica 19. (traduzione di Andrea Sparacino)

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