Un esempio per gli italiani

Pubblicato il 19 Maggio 2010

Il difensore del Milan Oguchi Onyewu giocherà gratis. Questo il comunicato della società: "Il nazionale statunitense Oguchi Onyewu, reduce durante la stagione da un lungo infortunio che lo ha costretto ad una assenza durata di fatto per tutta la stagione [...] si è reso protagonista oggi di un gesto molto significativo sul piano umano e professionale. [...] Onyewu ha chiesto, e ottenuto, al Milan il prolungamento di un anno del proprio attuale contratto, dal 30 giugno 2012 al 30 giugno 2013. Nel corso di questo anno in più, Oguchi Onyewu, per sua scelta, molto apprezzata dalla società rossonera, ha chiesto di non percepire alcun tipo di emolumento. Quello di Onyewu è un gesto esemplare che merita sincere congratulazioni". In rete sono fioccati commenti entusiastici, del tipo: "non è vero che nel calcio ormai contano solo i soldi", e via dicendo.

Non sono di questo avviso. Lasciando da parte la questione degli enormi salari dei giocatori – che in questo caso c'entra poco, dato che Onyewu è tra i meno pagati della rosa rossonera – non mi sembra una bella cosa che un infortunio sul lavoro porti alla sospensione dello stipendio del lavoratore. Ammesso che sia davvero una scelta individuale, la società, invece di celebrarlo come un "gesto esemplare", avrebbe dovuto respingere l'offerta. Quel che è peggio è che stiamo parlando della squadra del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, e che il comunicato arriva a poche ore di distanza da quello con cui il suo ministro dell'economia Giulio Tremonti ha annunciato che il governo italiano seguirà il resto d'Europa sulla ripida strada dell'austerity. Fate la somma e il messaggio è chiaro, e inquietante. Si annunciano tempi duri, e chi vuole rimanere in seno alla "società" farà meglio a prepararsi a "gesti esemplari" del genere – che avvengono già quotidianamente, e si chiamano "lavoro nero", "straordinari non pagati" eccetera. Nel calcio come in politica, è tutta una questione di simboli. Gabriele Crescente

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