Su proposta del ministro delle finanze cipriota Harris Georgiades, giovedì 20 giugno il Consiglio dei ministri ha approvato un programma di privatizzazione degli organismi semi-pubblici incluso nel memorandum richiesto dalla troika (Ue-Bce-Fmi).
La proposta prevede la privatizzazione della compagnia di telecomunicazioni (Cyta) della compagnia elettrica (Ahk) e delle strutture portuali per un totale di 14, miliardi di euro.
Alcuni consiglieri potrebbero essere assunti per tre mesi per preparare il programma. I loro servigi costeranno tra i centomila e i 150mila euro.
Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.
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