Varsavia piange un eroe

Pubblicato il 5 Ottobre 2009 alle 12:12
Gazeta Wyborcza, 3 ottobre 2009

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"La vita è la cosa più importante. Quando c'è la vita, la seconda cosa più importante è la libertà. Ma quando qualcuno dà la vita per la libertà, è difficile dire cosa sia più importante". Questa citazione di Marek Edelman, l'ultimo comandante dell'insurrezione del ghetto di Varsavia morto il 2 ottobre a 87 anni, "riflette la sua filosofia di vita: senza concessioni, onesto fino in fondo, irremovibile nei suoi princìpi", scrive Gazeta Wyborcza, che gli dedica la prima pagina. In occasione della rivolta contro le forze tedesche, nel 1943, Edelman "ha sollevato il morale della gente in una lotta disperata - non per la vita, perché pochi sopravvissero, ma per una morte degna". Dopo la guerra, Edelman è diventato cardiologo e membro del sindacato Solidarnosc ed è stato arrestato sotto la legge marziale adottata nel 1981. Nel 1968, ricorda Gazeta Wyborcza, Edelman aveva rifiutato di lasciare il paese perché si considerava "il custode delle tombe degli ebrei".

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