Ben presto vedremo sulle strade di tutta Europa camion giganti da 60 tonnellate lunghi 25 metri? Una possibilità non remota, secondo Die Presse, preoccupata dall'intensa attività di lobbying dei costruttori di camion nei confronti della Commissione europea per ottenere l'autorizzazione a circolare. "In un primo rapporto la Commissione si è pronunciata in favore dei 'Gigaliner'", scrive il quotidiano viennese, e "l'arrivo di Stoccolma, con due grandi imprese come Volvo e Scania, alla guida dell'Unione potrebbe aumentare ancora di più la pressione". Del resto la Svezia è insieme alla Finlandia l'unico paese europeo dove gli EuroCombi, come vengono chiamati questi camion, possono già circolare. Nell'Ue i pareri sono contrastanti: la Danimarca, l'Olanda e il Belgio sono favorevoli; l'Austria, la Germania e alcuni paesi dell'Europa centrale sono contrari. "I costi a lungo termine saranno enormi: molte strade non sopporterebbero un peso di 60 tonnellate", si fa notare a Vienna, aggiungendo che si dovrebbero ricostruire molte strade e ponti troppo stretti. I limiti attuali per i camion, osserva Die Presse, sono 18 metri di lunghezza e 40 tonnellate di peso.
Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.
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