Il 4 aprile la Banca centrale ungherese (Mnb) ha annunciato nuove misure per facilitare i prestiti alla piccola e media impresa e ridurre l’esposizione dell’economia ungherese alla valuta straniera.
Ispirandosi al “funding for lending” (fondi per prestiti) lanciato dal governo britannico l’estate scorsa, la Mnb metterà a disposizione delle banche 250 miliardi di fiorini (circa 831 milioni di euro) per elargire prestiti a tasso zero.
Un secondo credito da 250 miliardi di fiorini dovrebbe permettere alle piccole e medie imprese di convertire in fiorini i loro debiti in valuta straniera. Inoltre la Mnb ridurrà di 3 miliardi di euro le sue riserve di valuta straniera vendendo obbligazioni a breve termine.
Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.
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