Maarten Wolterink

La fine del regno di Viktor Orbán?

Pubblicato il 7 Aprile 2026
Maarten Wolterink

Il 12 aprile si terranno le elezioni legislative in Ungheria: si tratta di un voto di fondamentale importanza per il paese e per tutta l’Unione europea.

Viktor Orbán, primo ministro ungherese di estrema destra, appare oggi indebolito, a causa, tra le altre cose della crisi economica, degli attacchi del suo governo ai diritti fondamentali, da scandali a ripetizione e da casi di corruzione. Dopo 16 anni alla guida del paese, il suo partito, il Fidesz, è superato nei sondaggi dal Partito Rispetto e Libertà (TISZA) dell’oppositore Péter Magyar.

Tutti gli occhi sono puntati sull’Ungheria: quelli dei leader dell’Ue, che sperano di vedere sostituito questo ingombrante partner europeo adepto del veto e del blocco politico, ma anche quelli del Cremlino, preoccupato per la potenziale messa da parte di un importante punto di riferimento della sua politica all’interno dei 27.

In questa campagna politica tesa, il 21 marzo, il Washington Post ha rivelato, ad esempio, la folle proposta fatta al leader ungherese dai servizi segreti russi. Questi avrebbero, secondo il quotidiano americano, offerto a Orbán di simulare un tentativo di assassinio per farlo salire nei sondaggi. Inoltre, il vicepresidente americano J.D. Vance si è recato in Ungheria per sostenere Orbán prima delle elezioni.

Non è ancora detta l’ultima parola, come avvertono alcuni membri dell’opposizione, che puntano il dito contro il totale controllo dello Stato e dei media da parte di Orbán e dei suoi collaboratori, controllo che gli conferisce un’influenza considerevole su queste elezioni.

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