Dopo 20 anni di procedure, a fine giugno la corte d’appello di Parigi ha confermato l’archiviazione dello scandalo sanitario del clordecone. Un caso che risale al secolo scorso e che riguarda un pesticida usato tra il 1972 e il 1993 nelle piantagioni di banana delle Antille francesi, nonostante la sua nocività e il divieto d’uso in Francia metropolitana dal 1990.
Dal 2006 cresce il numero di denunce per somministrazione di sostanze nocive e avvelenamento contro lo stato o contro ignoti da parte delle associazioni in Guadalupa e Martinica.
Oltre la rabbia, si tratta di un dramma sanitario dalle gravi conseguenze: secondo l’Agenzia sanitaria francese (Anses), più del 90 per cento della popolazione adulta in Guadalupa e Martinica è contaminata dal clordecone, un agente cancerogeno che può rimanere nel suolo fino a 600 anni.
La Francia e i territori d’Oltremare
Nel XVII secolo la Francia invase una parte dei Caraibi, in particolare la Martinica e la Guadalupa sin dal 1635. Queste colonie diventarono vere e proprie società di piantagioni, soprattutto di canna da zucchero, che ricorrevano alla schiaivtù intensiva per assicurare la produzione.
La schiavitù venne ufficialmente abolita in Martinica, Guyana, Guadalupa e alla Riunione nel 1848. Questi territori diventarono dipartimenti d’oltremare nel 1946, entrando a far parte della Repubblica francese, anche se sussistono eccezioni. Ma l’economia delle Antille rimase segnata dal sistema di piantagioni. Le conseguenze umane, ambientali e sanitarie di questa economia agricola sono presenti ancora oggi.
Quel che ha provocato più indignazione è l’inerzia dello stato francese, che rifiuta di proporre degli indennizzi per le sue responsabilità, nonostante le abbia riconosciute nella legge promulgata il 12 giugno 2026. Il collettivo degli operai avvelenati dai pesticidi, Collectif des Ouvrier(es) Agricoles Empoisonné(es) par les Pesticides (Coaadep), ha reagito al non luogo a procedere attraverso un comunicato dichiarando che “Centinaia di uomini, donne e bambini in Martinica soffrono e muoiono in seguito a gravi patologie causate dallo spargimento di prodotti tossici che i lavoratori sono stati costretti a seminare.”
“Il fatto che non ci siano prove scientifiche che leghino le patologie alla diffusione di pesticidi non significa che queste non esistano”, continua il collettivo, che accusa lo stato di non mettere mezzi per la ricerca sulle conseguenze sanitarie del clordecone. “Continueremo a lottare perché sia resa giustizia e che i responsabili dell’avvelenamento al clordecone siano obbligati a indennizzare le vittime e a bonificare le terre e le acque del nostro paese.”
I pesticidi, una dipendenza francese?
Nel 2025, l’approvazione della legge Duplomb ha suscitato numerose critiche. La legge, presentata dal governo e sostenuta da una coalizione che include l’estrema destra, agevola le aziende agricole attraverso diverse misure, in particolare rivedendo il divieto di numerosi pesticidi, una misura che è stata nel frattempo dichiarata contraria alla Costituzione. Una petizione di richiesta di abrogazione firmata da oltre due milioni di persone in Francia non è stata ascoltata e la legge è ormai in vigore.
La Francia rimane un importante granaio per l'Europa, con 88 miliardi di euro di produzione agricola nel 2024. Non a caso il settore agroalimentare occupa un posto preponderante nelle politiche pubbliche del paese. L’utilizzo di pesticidi, considerato essenziale per garantire la competitività del settore è oggetto di lobbying continuo.
L’attrattiva per i pesticidi è confermata nell’inchiesta realizzata da Deutsche Welle (DW) nel quadro dello European Data Journalism Network (EDJNet). DW ha analizzato in che modo l’utilizzo, le vendite e l’impatto dei pesticidi sono cambiati prima e dopo che l’Ue ha abbandonato le sue ambizioni di ridurre del 50 per cento l'impiego di prodotti fitosanitari entro il 2030.
La Francia è tra i paesi con il tasso di vendita di pesticidi più alto del 2024, rispetto alla media degli anni 2015-2017. Ma questo modesto aumento (+0,2 per cento) è comunque al di sotto di quello registrato in altri paesi, ad esempio in Bulgaria (+26 per cento), Austria (+23 per cento) e Lettonia (+15,4 per cento).
Il 2024 rappresenta il primo anno in cui le vendite di pesticidi in Europa sono aumentati dopo il 2021: secondo l’analisi di DW, c’era stato un calo nel 2022 e 2023 grazie alle ambizioni europee nella sfera ambientale. Ana Muñoz Padrós, la giornalista che ha condotto l’indagine per DW riassume in questi termini: “Anche se più basse rispetto al 2015, le vendite totali di pesticidi nel 2024 erano più alte dell’8 per cento rispetto all’anno precedente, quando l’obiettivo di riduzione obbligatoria era ancora in vigore.”
Julien Fosse è biologo, ispettore generale della sanità pubblica veterinaria e insegnante al centro di formazione sull’ambiente e sulla società (Ceres). Secondo lui, l'uso di pesticidi va rimesso nel suo contesto: un sistema di produzione da cui dipendono direttamente gli agricoltori. “Spesso gli agricoltori fanno parte di cooperative che vendono pesticidi”, spiega.
“Gli agricoltori sono di fatto imprigionati in un sistema socio-economico dipendente dai pesticidi. Chi ha grandi coltivazioni è in una situazione economica difficile già da tre o quattro anni. Soprattutto ora si prendono meno rischi dal punto di vista tecnico se si continuano a usare i pesticidi.” L’uso di prodotti fitosanitari permette di stabilizzare la produzione, cosa che oltre tutto rassicura le istituzioni bancarie per ottenere dei prestiti.
“Centinaia di uomini, donne e bambini in Martinica soffrono e muoiono in seguito a gravi patologie causate dallo spargimento di prodotti tossici che i lavoratori sono stati costretti a seminare” – Collettivo Coaadep
Secondo Fosse, alcuni agricoltori soprattutto i più giovani sono pienamente coscienti dei rischi sanitari che i pesticidi comportanto, ma presi dai numerosi imperativi di produzione e dalle norme d’acquisto rigide dell’industria alimentare, che richiedono prodotti sempre più uniformi, hanno un margine d’azione limitato. Un dispositivo sperimentale dell’istituto nazionale francese di ricerca agronomica (Inrae) in Francia, dimostra che passare a un sistema senza pesticidi significherebbe in media una perdita del 15 per cento della produzione. Il che prova, per Julien Fosse, che è possibile ridurre e quasi fare a meno dei prodotti fitosanitari mantenendo un buon livello di produzione.
I dati statistici del Servizio dati e studi statistici (Sdes) del ministero della transizione ecologica permettono di tenere traccia del commercio di diserbanti in Francia. Nel 2018 le vendite ammontavano a quasi 34.389 tonnellate, molte di più rispetto agli anni precedenti, ma sono state seguite da un rapido calo nel 2019 (22.377,67 tonnellate vendute, un dato storico). Questo cambiamento si spiega in parte dall’entrata in vigore di cambiamenti legislativi e normativi per la riduzione dell'uso di prodotti fitosanitari.
Nel caso del glifosato l’aumento nel 2023 (6.758,49 tonnellate rispetto a 5862,09 nel 2022) si spiega con l'approvazione, lo stesso anno, da parte dell’Unione europea dell’utilizzo dell’agente chimico per un periodo di dieci anni. Nel 2023, ultimo anno in cui la Sdes ha registrato i dati, le vendite totali di diserbanti ammontano a 29.939,85 tonnellate.
La S-metolaclor è una sostanza attiva molto mobile di cui i metaboliti (residui della degradazione) tendono a migrare verso le acque e le falde acquifere. Considerata come possibile perturbatore endocrino e cancerogena, la S-metolaclor è vietata nell’Ue dal 2024.
Il prosulfocarb è anch’esso oggetto di critiche. Questo diserbante, molto usato in Francia, è altamente volatile ed è stato ritrovato nelle colture vicine ai luoghi di spargimento, soprattutto negli orti privati. La sua potenziale pericolosità non è esclusa ed è ancora discussa.
La questione dell’utilizzo di prodotti fitosanitari diventa urgente quando si parla di pesticidi altamente nocivi per l’ambiente e la salute. Purtroppo però, non sono in via di estinzione, anzi. L’indagine svolta da DW svela il mistero: “Nel corso del decennio 2014-2024 il calo è stato minimo per una sottocategoria di pesticidi altamente pericolosi, famosi per i loro effetti potenzialmente nocivi sulle persone e l’ambiente”.
Julien Fosse spiega che in Francia l’importanza dei pesticidi nella produzione dipende dal peso delle lobby. “Le grandi cooperative e società hanno molti interessi nel vendere prodotti fitosanitari perché sono una fonte maggiore di guadagno.” La Francia, oltre ad essere una grande potenza agricola, è una grande produttrice di prodotti fitosanitari: “Queste multinazionali fanno del lobbying e cercano di influenzare la normativa e le politiche pubbliche. Tutti questi fattori si combinano per giungere a un alto livello di consumo.”
Muñoz Padrós sottolinea che le vendite di queste sostanze pericolose sono aumentate del 27 per cento nell'Ue nel 2024 rispetto al 2023, soprattutto per via dell’incremento delle vendite in Spagna, Polonia, Ungheria, Lituania e Slovacchia.
“Tra questi prodotti chimici c’è il glifosato, un pesticida controverso associato al rischio di cancro e aborto spontaneo”, ricorda la giornalista. “Mentre l’Ue afferma che l’uso di pesticidi pericolosi è diminuito, le vendite di glifosato sono aumentate di oltre il 44 per cento tra il 2015 e il 2024.”
La decisione dell’Ue di autorizzarlo nonostante le numerose controversie riguardo le possibili conseguenze sanitarie ha sollevato una protesta. Tra il 2024 e il 2025, Pesticide Action Network (Pan), una rete internazionale di ong impegnate contro i pesticidi, ha portato il caso fino alla corte di giustizia dell’Unione europea, contestando l’autorizzazione dell’agente chimico da parte della commissione europea. Pan aspetta il giudizio della Corte affermando che la decisione europea non prende abbastanza in conto le risorse scientifiche che confermano la pericolosità del glifosato.
La posta in gioco della persistenza dei pesticidi nell’ambiente
Una caratteristica dei pesticidi è proprio la loro persistenza: una volta sparsi nell’ambiente, queste sostanze non spariscono, ma si intrufolano in ogni angolo della nostra vita e del nostro ecosistema.
Nel maggio del 2026 uno studio svolto dall’Ong Foodwatch su una sessantina di prodotti venduti quotidianamente in Francia, Germania, Austria e Paesi Bassi ha rivelato che 49 di essi contenevano residui di pesticidi. Dopo un’attenta analisi, l’organizzazione ha stabilito la presenza di 54 residui diversi tra cui 27 non autorizzati a livello europeo.
All’inizio del 2026 Atmo France, un’organizzazione francese di sensori per il monitoraggio della qualità dell’aria ha creato una mappa interattiva per tradurre in immagini la presenza di pesticidi nell’aria. L’obiettivo è di mettere in guardia le autorità e la popolazione su un argomento troppo spesso dimenticato, secondo Atmo France.
I dati dimostrano la presenza generalizzata di pesticidi nell’aria in Francia, qualsiasi sito fosse preso in considerazione. Tra le 72 sostanze attive ricercate nel 2023 in media una su tre è stata identificata e una su otto quantificata, tra queste si trovano diverse sostanze riconosciute per la loro tossicità o volatilità, altre sono addirittura vietate.
Esempio: il lindano è un insetticida vietato dal 1998 in agricoltura e, dal settembre 2006, nell’uso come biocida da parte dei privati in Francia. Ciononostante, questa sostanza è particolarmente persistente e si ritrova ancora oggi nell’aria ambiente e nel suolo. Secondo Atmo France, il lindano è stato rilevato nel 61 per cento dei campioni d’aria prelevati in Francia nel periodo 2022-2023.
Anche l’S-metolachloro e il prosulfocarbe, due principi attivi citati in precedenza, figurano tra le sostanze più frequentemente rilevate da Atmo France.
Le località francesi d’oltremare non sono esenti dalle sostanze tossiche dei residui dei prodotti fitosanitari. La permetrina, un insetticida a lento deterioramento vietato in agricoltura, è presente in alcuni rilevamenti atmosferici in Guadalupa (0,04 ng/m³) e in Martinica (0,31 ng/m³). La media nazionale per il 2022-2023 si trova intorno al 0,006 ng/m³; mentre, secondo Atmo France, la media nazionale riguardo la presenza nell’aria della S-metolaclor si trova intorno al 0,059 ng/m³. I rilevatori mostravano una presenza anomala in Martinica (0,19 ng/m³) e in Guyana (0,15 ng/m³).
Anche la presenza di pesticidi nei fiumi europei è stata monitorata da DW. Sui 20 paesi per cui il media tedesco possiede i dati, soltanto due rispettano i limiti fissati per i residui di pesticidi nell’acqua nel 2023. Al contrario, 13 paesi presentano un aumento dei pesticidi contaminanti nei fiumi oltre il limite, tra cui la Francia, dove il 35 per cento dei fiumi è contaminato.
“Dal voto che ha portato all’abbandono dei limiti europei, la commissione europea ha cambiato le sue priorità: piuttosto che concentrarsi sulla riduzione dell’uso di pesticidi, preferisce alleggerire gli obblighi amministrativi delle aziende, in particolare diminuendo i costi amministrativi”, spiega Muñoz Padrós. “Alla fine del 2025, Bruxelles ha presentato una nuova proposta che prevede l’autorizzazione automatica della maggior parte dei pesticidi senza accertarsi della loro sicurezza dopo la fase iniziale di test.”
Per quel che riguarda il clordecone, la legge del 12 giugno di quest'anno riconosce la responsabilità dello stato nello scandalo, per cui le vittime potranno essere risarcite. Nonostante questo, il carattere limitato dei risarcimenti ha sollevato un nuvolone di critiche.
Nelle Antille francesi, dove i decessi a causa dell’esposizione al clordecone sono ancora comuni, i prodotti del “colonialismo chimico” francese circolano ancora nelle terre, nei corpi, nella vita quotidiana.
🤝 Catherine André ha contribuito a questo articolo, che articolo è stato pubblicato in collaborazione con la Rete europea di giornalismo di dati (European Data Journalism Network, EDJNet) nell'ambito del progetto ChatEurope ed è disponibile sotto licenza CC BY-SA 4.0. Si basa sui risultati di un'indagine pubblicata da Deutsche Welle, di cui sono stati riutilizzati alcuni dati. L’articolo originale di Deutsche Welle è stato redatto nell’ambito dello stesso progetto ed è disponibile con una licenza simile.

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