Un americano a Berlino

Pubblicato il 19 Giugno 2013

Il 19 giugno, per la prima volta dopo la sua elezione nel 2008, il presidente degli Stati Uniti è a Berlino. Obama incontrerà prima il presidente tedesco Joachim Gauck, poi la cancelliera Angela Merkel.

Come i suoi predecessori Kennedy, Reagan e Clinton, il presidente pronuncerà un atteso discorso davanti alla Porta di Brandeburgo, un onore che gli era stato negato in occasione della visita precedente, da candidato alla Casa Bianca.

“Cosa dirà Obama ai tedeschi? Signor Wowereit, apra questo aeroporto?”, si domanda in prima pagina la Bild alludendo allo scandalo sull’aeroporto Willy-Brand di Berlino-Brandeburgo la cui apertura continua a essere posticipata. O magari dirà “So cosa avete fatto ieri su Facebook?”, continua il quotidiano riferendosi allo scandalo sul programma di spionaggio Prism

La distanza tra il presidente e l’Europa preoccupa anche lo Spiegel-Online, che indirizza a Obama una lettera aperta:

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Signor presidente, caro Barack Obama, […] non c’è alcun motivo di credere che lei si interessi ai problemi attuali di questa città e di questo paese. La catastrofe dell’aeroporto può lasciarla indifferente, e per quanto riguarda la crisi dell’euro sono gli europei a doversene occupare. […] Ma non può negare che ci siamo un po’ allontanati gli uni dagli altri negli ultimi anni. […] Per favore non dica banalità come “Amo Berlino”, perché sarebbe inutile. Magari invece pronunci la frase più pertinente sulla sua relazione con Berlino, la Germania, l’Europa e il resto del mondo: “Io sono un americano”.

Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.

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