"Un nuovo piano Marshall, che fortuna", titola entusiasta Adevărul dopo che la Commissione europea ha accettato di ridurre il contributo per i progetti europei di sei stati in difficoltà: Grecia, Irlanda, Portogallo, Romania, Ungheria, Lettonia. A partire dal 2012, dunque, il loro apporto economico passerà dall'attuale 15 per cento del budget al 5 per cento. Secondo il commissario europeo all'agricoltura, il rumeno Dacian Cioloş, "l'ammontare dei debiti sovrani minaccia i progetti cofinanziati, perché i governi non riescono a trovare le risorse necessarie per garantire il contributo di ciascun paese. Il nuovo provvedimento della Commissione contribuirà in maniera intelligente alla riduzione del deficit e alla creazione di nuovi occupati in luogo di decretare drastici tagli al bilancio". Secondo i calcoli di Adevărul, la decisione di Bruxelles porterà a Bucarest benefici per "oltre 700 milioni di euro".
Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.
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