Brutte notizie: la criminalità è in calo

A causa della mancanza di detenuti, la giustizia olandese ha annunciato la chiusura di otto carceri. Da qualche anno la criminalità in Olanda è in diminuzione. Una conquista che non fa piacere a tutti, ironizza Bert Wagendorp.

Pubblicato il 28 Maggio 2009 alle 14:36
La prigione di Oostereiland, Paesi Bassi. Foto Kroontjespen - DR.

I Paesi Bassi soffrono una penuria di delinquenti e per questo si apprestano a chiudere otto carceri. Oggi alla camera dei deputati è in programma un dibattito sulla questione: come si è arrivati a questo punto e chi sono i responsabili? Per risolvere il problema, importeremo delinquenti belgi per mantenere in funzione il nostro sistema penitenziario. Già mi vedo il nostro ministro degli esteri, Maxime Verhagen, implorare i colleghi stranieri affinché spediscano nel nostro paese i loro delinquenti in eccesso, in modo da conservare i posti di lavoro nel nostro regime carcerario. Il dibattito è stato chiesto dal Vvd (liberali di destra) e dal Pvv (estrema destra). Partecipa anche l’Sp (Partito socialista): vuole garanzie sull’impiego del personale penitenziario. Proprio dei veri socialisti: non capiscono niente delle leggi del mercato. D’accordo, le spieghiamo un’ultima volta: il calo dell’offerta di delinquenti comporta il calo della domanda di carcerieri.

Il progetto della segretaria alla giustizia, Nehabat Albayrak, è stato accolto male soprattutto da Vvd e Pvv, com’era logico: il messaggio è troppo positivo e gli toglie il terreno sotto i piedi. Sono anni che i partiti di destra fanno credere agli elettori olandesi che la criminalità è oltre ogni limite, che se escono dopo le sei di sera è a loro rischio e pericolo, che i loro quartieri si stanno trasformando in ghetti. Gli dicono che sono necessari il pugno di ferro e l'incarcerazione a vita di questi individui. Gli dicono che il corpo di polizia è composto soprattutto di agenti agorafobici e che i giudici sono mediocri e fin troppo tolleranti: è necessario sterminare tutta la propria famiglia prima di vedersi assegnare una stanza in questi alberghi di gran lusso dotati di ogni comfort che chiamiamo “carceri”. Tutt’al più per un mese. È per questo che le celle sono vuote, dicono. È un miracolo che ci sia ancora qualcuno in prigione, visto il numero di pene commutate in lavori di pubblica utilità e i centri specializzati per accogliere i tipi aggressivi.

Sìssignori, ecco a che punto siamo arrivati nel nostro paese, dicono. Per fortuna ci sono ancora pirati da incarcerare, altrimenti bisognerebbe chiudere altre prigioni. Del resto, non è da escludere che questi individui finiscano presto a spasso con un braccialetto elettronico, a studiare a nostre spese l’oceanografia o la letteratura africana. Povera Olanda! Era un discorso facile da propinare agli elettori; ecco invece che la signora Albayrak ci racconta il contrario: bisogna chiudere le carceri a causa della poca criminalità. È un brutto colpo per la destra. È come prendere uno strofinaccio in faccia. Non c’è niente di più meschino. È proprio il genere di brutti scherzi di cui la Albayrak è specialista.

L’altro giorno ho visto al telegiornale l’ex procuratore Fred Teeven (liberale di destra): aveva l’aria disperata. È come se la Albayrak, con il suo progetto funesto, gli avesse tolto ogni ragion d’essere. Non mi stupirebbe se Fred attaccasse una banca o rapinasse una vecchietta poco prima del dibattito solo per mostrare che la lotta contro la criminalità non va nella giusta direzione. Fred Teeven sa benissimo che la criminalità è in calo dal 1995, che le alternative alla pena carceraria danno spesso buoni risultati e che i Paesi Bassi sono un paese abbastanza sicuro. Ma la paura costituisce il capitale di Fred, del Vvd e soprattutto del Pvv, che non sono affatto disposti a rinunciarvi.

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CARCERI

2000 celle di troppo in olanda

Il segretario alla giustizia Nehabat Albayrak ha annunciato la chiusura di otto carceri nei Paesi Bassi, che comporterà la perdita di 1.200 posti di lavoro. Al momento il sistema penitenziario conta 14mila celle, mentre ne sono impiegate solo 12mila.
L’eccesso di celle si spiega con il calo della criminalità nei Paesi Bassi, specialmente dei reati più gravi. Una delle misure prese in esame sarebbe il trasferimento di detenuti belgi nelle carceri olandesi sottoutilizzate. A questo proposito sono in corso trattative con il guardasigilli belga Stefaan de Clerck.
Mentre il sistema penitenziario olandese si ritrova con una capacità in eccesso, quello belga è deficitario. La mancanza di celle in Belgio è tale che i condannati a pene inferiori ai tre anni non sono incarcerati: indossano dei braccialetti elettronici, che stanno cominciando a scarseggiare a loro volta.
Nelle prossime settimane è attesa la decisione sul trasferimento di 500 detenuti belgi nel carcere olandese di Tilburg.

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