Il 12 marzo la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento per rafforzare la lotta al crimine organizzato, semplificando le disposizioni per il sequestro e il blocco dei beni nei paesi membri. Le proprietà di un criminale potranno essere bloccate prima della sentenza definitiva e le autorità nazionali potranno indagare sui beni di un condannato mentre sta scontando la sua pena. Inoltre le autorità nazionali potranno avere il controllo dei beni di un criminale dopo la sua morte o quando è latitante o malato.

Secondo Dagens Nyheter la proposta del commissario agli Affari interni Cecilia Malmström rischia di violare i diritti individuali:

Se una persona ha trasferito del denaro alla moglie o ai figli, sarà possibile di bloccare i loro beni. C’è un elemento ambiguo in questa proposta, che rischierebbe di essere applicata a persone innocenti. [...] Di certo saranno commessi degli errori, e in questo caso chi difenderà i diritti di queste persone?

Il quotidiano teme in particolare che il sistema giuridico dell'Ue porti a "un pericoloso squilibrio in favore della polizia e dei procuratori".

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