La vittoria del Likud di Benjamin Netanyahu alle ultime elezioni israeliane avrà anche gettato sabbia negli ingranaggi del processo di pace, ma in Europa si pensa già a come affrontare un'eventuale svolta nelle trattative per la creazione dello stato palestinese. Il Corriere della Sera interpreta la recente allusione del ministro degli esteri Franco Frattini alla necessità di un contributo europeo alla sicurezza della regione come il credibile indizio dell'ipotesi di una forza di pace internazionale in Palestina.

Lo scenario di uno stato palestinese "disarmato" evocato da Netanyahu creerebbe un gap di sicurezza che dovrebbe essere colmato dall'estero. Ma la questione "non potrebbe riguardare gli americani, per i quali l'invio di forze in Cisgiordania sarebbe ovviamente inopportuno e troppo pericoloso, né i britannici, per ovvie ragioni storiche", nota il Corriere. La soluzione più realistica sembra quindi una forza composta da italiani, spagnoli e francesi, le cui mansioni potrebbero andare dalla semplice vigilanza sul rispetto degli accordi al pattugliamento dello stato palestinese e delle sue frontiere. Qualcosa di simile alla missione Unifil nel sud del Libano, suggerisce il quotidiano milanese, con l'Italia di nuovo a fare da battistrada.