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“Il presidente in tribunale?”, titola Mladá fronta Dnes. Tre giorni prima della fine del suo mandato, il senato ha depositato una denuncia per alto tradimento contro Václav Klaus presso la Corte costituzionale. È una novità assoluta nella storia della Repubblica Ceca. La denuncia, presentata da alcuni senatori socialdemocratici, è stata approvata da 38 senatori su 60. Se sarà accolta dalla Corte, questa dovrà giudicare se il presidente ha violato la costituzione.

L’accusa si basa sulla controversa amnistia annunciata da Klaus il primo gennaio. La decisione del presidente ha permesso la scarcerazione di 7.400 detenuti e soprattutto l’interruzione di diversi processi per gravi fatti legati alla criminalità economica e alla corruzione. I senatori sono convinti che il presidente abbia agito contro la costituzione anche quando ha ritardato la ratifica del trattato di Lisbona e quando ha ignorato il verdetto della Corte suprema amministrativa rifiutandosi di nominare un giudice per quattro anni. 

Anche se esistono “argomenti validi contro il procedimento – Klaus potrebbe uscirne come un martire e questo potrebbe aiutarlo nella sua carriera politica – è giusto che i senatori spingano il presidente ad assumersi le sue responsabilità”, sottolinea Respekt. Il settimanale ricorda che

a più riprese Klaus si è comportato come un dittatore, e ha trasformato la Costituzione in un calendario a cui vanno strappate le pagine. […] Ha agito in modo talmente arbitrario che a questo punto abbiamo bisogno di mettere in chiaro alcuni punti, per esempio sull’amnistia o sulla ratifica dei trattati internazionali. 

Mladá Fronta Dnes considera il tradimento come 

un segno dell’isolamento in cui Klaus matura le sue opinioni. […] L’errore commesso da Klaus nel corso del suo secondo mandato presidenziale è interessante, perché riguarda anche altri politici che prendono le loro decisioni in modo sempre più sconnesso dalla realtà. […] In futuro vedremo come affronterà questa minaccia il suo successore Miloš Zeman.