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“Il 2 maggio La Bce ha tagliato il suo tasso di riferimento portandolo dallo 0,75 allo 0,5 per cento” e facendo segnare “un nuovo record”, sottolinea Die Presse, aggiungendo che il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi “non esclude nuovi tagli”.

Secondo il quotidiano viennese la misura favorisce le banche dell’eurozona, perché “avranno ancora la possibilità di prendere in prestito tutto il denaro che vorranno dalla Bce a condizioni favorevoli e per almeno un altro anno”. Gli sconfitti, invece, sono i risparmiatori:

Storicamente il taglio dei tassi ha conseguenze catastrofiche. Tenuto conto del tasso di inflazione e dell’imposta sui redditi di capitale, risparmiare è diventato un affare in perdita. In Austria i risparmiatori hanno perso 10 miliardi di euro tra il 2010 e il 2012 a causa di interessi reali negativi.